La centrale nucleare di Zaporizhia al buio. Tagliata l’energia elettrica

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 La centrale nucleare di Zaporizhzhia, nel sud dell’Ucraina, è stata nuovamente tagliata fuori dalla rete elettrica. Lo hanno riferito le autorità occupanti filo-russe, precisando che “a causa dell’interruzione di una linea ad alta tensione (…) la centrale ha perso la sua fornitura esterna di energia elettrica”. Si stanno accertando le cause del blocco della linea elettrica mentre i generatori diesel di emergenza sul posto sono stati attivati per garantire il funzionamento.

La notizia dell’interruzione di corrente è stata confermata dalla società elettrica ucraina Energoatom, secondo cui si tratta del “settimo blackout dall’invasione dell’occupazione” russa. Il governatore della regione di Zaporizhzhia, Yuriy Malashko, ha affermato che “il problema non è legato a bombardamenti” ma c’è stato un incendio in una struttura a Zaporizhzhia a causa di un sovraccarico nel sistema elettrico.

ucraina mosca centrale zaporizhzhia fuori da rete elettrica© STRINGER / AFP

 
La centrale nucleare di Zaporizhzhia 

I combattimenti continuano a Bakhmut

Le forze armate ucraine hanno riferito che i combattimenti a Bakhmut continuano, nonostante la Russia abbia annunciato di aver completato nel fine settimana la conquista della città nell’Ucraina orientale. “Il nemico continua a condurre azioni offensive. I combattimenti per la città di Bakhmut continuano”, ha fatto sapere Kiev, aggiungendo che nelle ultime 24 ore le forze russe hanno “cercato senza successo di recuperare le posizioni perdute a sud dell’insediamento di Ivanivske”, vicino a Bakhmut.

Per la Russia il trasferimento di F-16 coinvolge la Nato

Il trasferimento di jet da combattimento F-16 all’Ucraina solleverebbe la questione del coinvolgimento della Nato nel conflitto. Lo ha dichiarato l’ambasciatore russo negli Stati Uniti, Anatoly Antonov, in alcune osservazioni pubblicate sul canale di messaggistica Telegram dell’ambasciata.
Antonov ha anche affermato che qualsiasi attacco ucraino alla Crimea sarebbe considerato un attacco alla Russia. “È importante che gli Stati Uniti siano pienamente consapevoli della risposta russa”, ha affermato.

“In Ucraina non ci sono infrastrutture per il funzionamento degli F-16 e non c’e’ nemmeno il numero necessario di piloti e di personale addetto alla manutenzione”, ha sottolineato Antonov. “Cosa succederà se i caccia americani decolleranno da campi di volo della Nato, controllati da ‘volontari’ stranieri?”, ha concluso l’ambasciatore.

agi

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