Stazione Zoologica di Napoli – Gioia per il passato, dubbi per il futuro

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Ho partecipato con grande piacere ed un pizzico d’orgoglio alla giornata di festeggiamenti per la ricorrenza del centocinquantenario della Stazione Zoologica Anton Dohrn, l’acquario di Napoli voluto dal biologo di cui porta il nome e inaugurato nel 1874, che ad oggi rappresenta il più antico al mondo ancora in funzione e l’unico che conserva l’originale struttura architettonica.  
Nella mia carica precedente di Assessore ho respirato da vicino la bellezza e la passionalità di una squadra che è il cuore pulsante di un capolavoro ed un orgoglio recuperato tutto napoletano,  segnatamente sotto la presidenza di Roberto Danovaro il quale è riuscito nel miracolo di far dialogare Comune, Regione e Governo per restituire e far rinascere la Stazione. 

Infatti, in soli due anni la Stazione è passata dalle macerie al risorgimento con la restituzione di un gioiello prezioso alla città e al Paese: un miracolo napoletano!
Sono tornata a casa soddisfatta, auspicando però, dopo un anno di presidenza che ha prodotto nulla o quasi, che il Ministero della ricerca e dell’Università individuasse e nominasse il nuovo presidente secondo caratteristiche che unissero competenze scientifiche a capacità manageriali, quest’ultime, indispensabili per proseguire nel solco del percorso già tracciato dall’ottimo Danovaro. Magari una donna, nel solco della tradizione di una struttura che naturalmente, senza quote rosa o altre forzature normative, riesce sempre a mantenere un sostanziale pareggio di genere nelle sue cariche.  

Apprendo oggi che non è andata così. Chi si aspettava che il Ministero della ricerca e università nominasse un profilo con competenze soprattutto manageriali alla presidenza della stazione zoologica Anthon Dohrn sarà rimasto senz’altro deluso. 
Si è scelto un fisiologo, un profilo che già  da 18 mesi era in carica con il ruolo di presidente del comitato scientifico della stazione, comitato che non ha prodotto alcunché, nemmeno una semplice convocazione. Non proprio un manager.
Eppure… 

Daniela Villani*
*(Pres. Terramare Motus – APS)

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