Pompei, Stati Generali del Sud: un’occasione perduta?

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Lo scorso venerdì 26 gennaio a Pompei si è tenuta una lodevole iniziativa, organizzata dal sindaco di Pompei (NA), Carmine Lo Sapio, dal Sindaco di Sant’Angelo Le Fratte, Michele Laurino e dal presidente della Svimar (Associazione per lo Sviluppo del Mezzogiorno e delle Aree Interne), Giacomo Rosa.

 Al centro del dibattito il tema dell’autonomia differenziata, argomento caldissimo ed attuale, che ha attratto moltissimi partecipanti. I maggiori protagonisti della giornata sono stati i sindaci delle zone interne provenienti principalmente dalle regioni Basilicata, Campania e Puglia.

Un evento che poteva essere l’occasione per discutere ed affrontare il futuro del Mezzogiorno, ma purtroppo – aldilà delle buone intenzioni – non è stato così.
Si sono ripetute le stesse scene viste in altre occasioni, quando si è parlato di autonomia differenziata. Dichiarazioni ed appelli all’unità nazionale. Dichiarazioni fuori luogo che con nostro notevole disappunto, hanno rappresentato una forte disinformazione da parte dei primi cittadini intervenuti.

Nessuno che si sia posto come rispondere alla violenza dell’autonomia differenziata proposta dalle Regioni del nord, in modo intelligente e concreto.
Nessuno che abbia considerato cosa sia il Mezzogiorno e cosa debba essere, solo slogan senza alcuna base che indicasse come programmare il futuro del Sud!  

L’assenza più significativa, però, è stata quella degli imprenditori, coloro i quali sono i veri artefici del lavoro e dello sviluppo di una comunità. Le dichiarazioni dei sindaci potevano essere tollerate negli anni sessanta e settanta del secolo scorso, ma non più oggi! Qualche sindaco ha lodato gli anni del boom economico (anni cinquanta e sessanta, sempre del secolo scorso), dimenticando della grande emigrazione sud-nord, dove interi paesi del sud si svuotarono per raggiungere l’eldorado del nord, mettendo ancor più in ginocchio le terre del sud! Nessuno degli intervenuti che abbia proposto un nuovo Mezzogiorno, una visione nuova di questa terra. 

Mi chiedo e concludo:
se noi riuscissimo a bloccare l’autonomia differenziata alle Regioni del nord, cosa di positivo avverrebbe per il nostro Mezzogiorno? 
La nostra classe politica ha già una propria strategia per bloccare i dati devastanti che ogni anno SVIMEZ ci ricorda? 
La nostra classe politica ha già una proposta valida, per ridurre la forbice del divario sud nord?

Il nostro Centro Studi Regione Mezzogiorno è impegnato a ragionare diversamente, soprattutto allargando il dialogo ed il confronto a più parti; proprio in virtù di un approccio ponderato e studiato con il mondo accademico e imprenditoriale, tra non più di tre mesi inviteremo nuovamente i sindaci del Mezzogiorno per illustrare il nostro programma finalizzato a dare un futuro concreto a questa antica terra che da grande nazione è divenuta terra senza futuro e senza alternative.

STANISLAO NAPOLANO

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