Dichiarazione dei redditi 2024, addio al modello 730 precompilato per pensionati e dipendenti

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Con la riforma fiscale, per i lavoratori dipendenti e i pensionati ci sarà la sostituzione del 730 precompilato con la Dichiarazione semplificata precompilata

Quest’anno vedrà un grande cambiamento in tema di fisco per i dipendenti e i pensionati: per queste due categorie di contribuenti, il 730 precompilato verrà sostituito dalla Dichiarazione semplificata precompilata.

In cosa consiste questa riforma? In sintesi, si prevede una serie di semplificazioni sugli adempimenti tributari. A stabilire queste novità è l’art. 1 del D. Lgs. Semplificazioni fiscali. Questa norma integra la normativa già esistente in materia di dichiarazione dei redditi precompilata per i dipendenti e i pensionati (cioè, l’art. 1 del D. Lgs. n. 175 del 2014).

Dal 2024, per la dichiarazione dei redditi, il contribuente (dipendente o pensionato) non deve più compilare le voci in forma precompilata, ma dovrà seguire una procedura via internet. Infatti, l’Agenzia delle Entrate metterà a disposizione del contribuente i dati utilizzati nella dichiarazione e ai dipendenti e pensionati verrà chiesto solo di confermare o meno le informazioni presenti nel sistema dell’Agenzia delle Entrate, anziché compilare le voci in forma precompilata.

Al momento, però, questa possibilità è esclusa agli intermediari. Nei prossimi anni, le informazioni saranno rese disponibili anche agli intermediari delegati i quali, così, potranno confermarle o modificarle per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

In pratica, la dichiarazione viene elaborata online con le informazioni già presenti nel database dell’Agenzia. È una fase di sperimentazione che, man mano, verrà ampliata anche ad altre categorie. Infatti, stando a quanto previsto nel decreto semplificazioni fiscali, in via sperimentale, l’Agenzia delle Entrate rende disponibili al contribuente, in modo analitico, le informazioni in proprio possesso. Questi dati possono essere modificati o confermati dal contribuente.

Quindi, a partire dal 2024, il contribuente titolare dei redditi di lavoro dipendente e assimilati (come stabilito dal D. Lgs. n. 175 del 2014) non dovrà più inserire le informazioni nei vari campi del modello dichiarativo, ma dovrà accedere direttamente alle informazioni in possesso dell’Agenzia.

Nello specifico, il contribuente dovrà andare sul sito internet dell’Agenzia delle Entrate e, attraverso un percorso semplificato e guidato, potrà trovare questi dati in un’area riservata. Così facendo, il contribuente prenderà visione della dichiarazione e dei dati in possesso del Fisco. Come detto, questi dati potranno essere confermati o modificati.

In pratica, la nuova dichiarazione è basata su sezioni già compilate del modello, in virtù dei dati che ha l’Agenzia. Questi dati saranno inseriti nella nuova Dichiarazione dei redditi semplificata dal 2024 e al contribuente è richiesto soltanto di confermare o meno queste informazioni: se i dati sono sbagliati, il contribuente ha la possibilità di cambiarli online seguendo la procedura guidata che prima si è vista.

Queste informazioni (modificate o confermate) saranno trascritte automaticamente nella dichiarazione dei redditi: cioè, in base alle scelte fatte (accettazione o modifica delle informazioni), il modello dichiarativo sarà compilato in automatico.

Peraltro, c’è un aspetto da non sottovalutare. Proprio come accade oggi per la dichiarazione precompilata, le informazioni inserite dall’Agenzia e confermate saranno escluse dai controlli: cioè, si ha l’esonero dai controlli nel caso di dichiarazione senza modifiche (così come per la “Precompilata”, sarà per la “Semplificata”). Infatti, la normativa aggiornata (il nuovo comma 3-ter dell’art. 5 del D. Lgs. n. 175 del 2014) prevede che le esclusioni dai controlli previsti in caso di presentazione della dichiarazione precompilata valgano anche nell’ipotesi di presentazione della dichiarazione in modalità semplificata stabilita dalla stessa disciplina (art. 1, comma 3-bis dello stesso decreto).

Tuttavia, l’Agenzia può comunque verificare l’esistenza dei requisiti soggettivi per fruire delle agevolazioni (ad esempio, con riguardo all’immobile per cui vengono detratti gli interessi passivi relativi al mutuo, la sua destinazione effettiva ad abitazione principale).

Franco Marella

(fonte:brocardi.it)

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