In piazza per il diritto alla salute

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In Campania curarsi è un lusso: anni di politiche di privatizzazione e aziendalizzazione, continui tagli alla sanità, commissariamento e piani di rientro finanziario hanno finito per rendere la nostra regione la prima in Italia per rinuncia alle cure mediche e incidenza delle spese mediche sul bilancio delle famiglie.

Dal 2001 ad oggi si è assistito alla chiusura di 20 ospedali pubblici e 20 pronto soccorso, alla dimissione di 322 ambulatori e laboratori pubblici. Delle 172 case della salute previste dal PNNR nessuna è ancora stata aperta e si resta in attesa del secondo ospedale di comunità (su 48 previsti). La Campania si colloca all’ultimo posto per cure e diritto alla salute. Quasi il 50% della spesa regionale va a finanziare servizi terzi, convenzionati o privati.

La legge sull’autonomia differenziata non farà che aumentare il divario nord-sud, peggiorando l’erogazione dei servizi nelle regioni “povere”, Calabria e Campania in primis.

Il corteo organizzato dal Coordinamento campano per il diritto alla salute sarà in piazza venerdì 23 febbraio dalle 15:00 in piazza del Gesù a reclamare una sanità pubblica, universale e gratuita.

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