Stellantis: Cgil Napoli e Campania, “non può tenere ancora in ostaggio i lavoratori”

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Fiom, ‘Tavares con lo stipendio più alto di tutti gli ad, lavoratori da più di 10 anni in cig’

“Una grande multinazionale come Stellantis non può continuare a tenere in ostaggio i lavoratori in ragione di piani industriali che mancano e delle incertezze che caratterizzano ancora la trasformazione del settore automotive. Così come, se l’obiettivo per garantire il futuro dell’automotive in Italia e in Campania è produrre un milione e mezzo di veicoli, vorremmo capire quali sono i piani e il programma per la Pandina”. Lo ha detto il segretario generale di Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci, nel corso dell’evento a Pomigliano per i 130 anni dalla costituzione della Camera del Lavoro di Napoli, “Dall’Alfa Sud a Stellantis: passato, presente e futuro del distretto industriale a Pomigliano d’Arco”.

“Bisogna affrontare la realtà – ha aggiunto il segretario generale della Fiom, Michele De Palma – e la realtà sta nel fatto che l’amministratore delegato di Stellantis, Carlos Tavares, ha portato a casa lo stipendio più alto di tutti gli amministratori delegati, mentre invece lavoratrici e lavoratori italiani continuano da più di 10 anni ad essere in cassa integrazione. Noi chiediamo alla presidente del consiglio di convocarlo a palazzo Chigi, di convocare un incontro con le organizzazioni sindacali per avere in tutti gli stabilimenti le missioni produttive di ricerca e sviluppo e dall’altro lato di mettere in sicurezza le lavoratrici e i lavoratori dipendenti di Stellantis ma anche di tutte le ditte di appalti”.

“E’ inaccettabile – secondo De Palma – che per fare efficienza si facciano appalti o subappalti e poi dopo il rischio per la salute e per la sicurezza dei lavoratori aumenta. E’ per questa ragione che abbiamo scioperato insieme a Pratola Serra e per questa ragione, cioè quella di un futuro produttivo, che si sciopererà ad aprile nello stabilimento di Mirafiori e in tutto l’automotive a Torino. Noi pensiamo che anche qui a Pomigliano sia arrivato il momento di scegliere unitariamente come impostare una trattativa nei confronti dell’azienda, perché il futuro dei lavoratori dipende dal futuro produttivo di questo stabilimento e noi non ci possiamo permettere di aspettare ancora altri anni”.

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