Ancora scosse nei Campi Flegrei, previsti aiuti

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Secondo il ministro per la Protezione Civile, Nello Musumeci, ci vorranno più di cinquecento milioni di euro per la messa in sicurezza dei Campi Flegrei, dove sono già stati realizzati migliaia di edifici e vivono circa ottantamila persone.

La priorità saranno le scuole e, il governo studia l’ipotesi di sostenere chi vuole andare all’estero escludendo però il ricorso al sisma-bonus.

Sottolinea Musumeci: “Chi ha scelto di vivere lì, sapeva che era un’area difficile che presenta rischi, ce ne ricordiamo solo quando la terra trema e questo è un grande limite. Serve una convivenza vigile col pericolo. Se decidi di stare in quel luogo, ci devi aiutare a promuovere una convivenza responsabile con maggiore sicurezza.”

Hanno partecipato durante l’incontro anche il ministro dell’economia Giancarlo Giorgetti, dell’istruzione e del merito Giuseppe Valditara, il sottosegretario alla difesa Isabella Rauti, il sottosegretario dell’interno Emanuele Prisco, il Capo di protezione Civile Fabrizio Curcio e, il prefetto di Napoli Michele Di Bari in cui  si sono riuniti per ragionare sulle prossime mosse, mentre la terra continua a tremare.

Spiega ancora il ministro della Protezione Civile: “La comunità scientifica dice che le scosse possono durare un mese, un anno, possono evolversi o estinguersi già domani: noi dobbiamo essere pronti ad ogni evenienza. Stiamo lavorando con la prefettura, con i Comuni e con la Regione per definire un piano di evacuazione che rimane nel cassetto ma se necessario deve essere subito attuato”.

Si riunisce anche la Commissione Grandi rischi per valutare il pericolo secondo cui verrà confermata l’allerta gialla e, prosegue, che non verrà esclusa l’antropizzazione del territorio che andava impedita già in passato.

“L’intenzione del governo” continua Musumeci , “è quella di impegnare risorse nella cosiddetta zona rossa: nell’area più pericolosa ci sono 1.250 case che sarebbero a elevato rischio sismico e 2.750 a medio rischio”. Quanto il governo potrà stanziare, e con quali modalità per mitigare il rischio di chi ci abita, lo valuteremo soltanto quando si sarà completata l’operazione di ricognizione della vulnerabilità degli immobili. In base alla mole di lavoro da affrontare, si quantificheranno le risorse”

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