Come la guerra in Ucraina sta influenzando la percezione dei partiti in Italia

Una guerra tra due stati sovrani è – per definizione – l’evento internazionale per eccellenza. In tempi di guerra, il ruolo dell’opinione pubblica assume un peso diverso: non inferiore, ma meno “diretto” per quanto riguarda la sua capacità di influenzare le decisioni politiche. E questo perché, normalmente, gli orientamenti degli elettori di un paese possono influenzare ­al massimo le istituzioni politiche di quel paese, e non quelle degli altri.

Tuttavia, in questi giorni stiamo assistendo a prese di posizione di massa e scostamenti massicci nell’opinione pubblica in una moltitudine di paesi, scostamenti di cui è importante tener conto per due ragioni: perché si sono verificati in un lasso di tempo estremamente breve; e perché vanno tutti, sostanzialmente, in una direzione ben precisa.

Vedremo tra poco come e perché. Intanto, quasi a creare un contrasto rispetto a quanto si è appena detto sui mutamenti dell’opinione pubblica sul piano internazionale, l’orientamento politico degli italiani sembra subire ben poche variazioni, come certificato dalla Supermedia di questa settimana.

In realtà, anche qui – come vedremo – la spiegazione esiste, ed è strettamente collegata agli eventi drammatici a cui stiamo assistendo. Il Partito Democratico rimane in testa, crescendo (+0,6%) e allargando il suo vantaggio non solo su Fratelli d’Italia (stabile, come la Lega, all’incirca sugli stessi valori di 2 settimane fa), ma soprattutto sul Movimento 5 Stelle, che registra nuovamente il suo peggior dato da inizio legislatura (13,9%) e dista ormai più di 7 punti e mezzo dal partito guidato da Enrico Letta.

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