Così la guerra sta influenzando il consenso degli italiani per i partiti

La Guerra in Ucraina, come è evidente, ha ridefinito l’agenda mediatica e le priorità politiche. E questo ha avuto effetti concreti sia sull’attività del Governo sia – come stiamo vedendo ormai da settimane – sulle opinioni degli italiani in relazione a diversi temi non strettamente legati agli orientamenti elettorali. Sotto quest’ultimo aspetto, però, la situazione ha ripreso a muoversi, accentuando tendenze già intraviste nell’ultimo periodo.

Nella Supermedia dei sondaggi, infatti, quella che fino a qualche mese fa era una competizione quadripolare quasi perfetta si ritrova sempre più ad essere una “corsa a due” tra Partito Democratico e Fratelli d’Italia, gli unici due partiti sopra il 20% e oggi divisi da poco meno di un punto (0,8%).

Alle loro spalle, perdono sempre più terreno la Lega (-0,7%) e il Movimento 5 Stelle (-0,5%), che fanno segnare entrambi l’ennesimo record negativo da inizio legislatura: una legislatura iniziata con le elezioni politiche del 4 marzo 2018, in cui i due partiti guidati da Salvini e (allora) Di Maio avevano ottenuto insieme il 50,1% e che li vede oggi – a 4 anni di distanza – raccogliere esattamente il 30%, con un saldo negativo di oltre 20 punti. Come dicevamo, la tendenza che vede Lega e M5S perdere terreno, a vantaggio di PD e FDI, non è una novità recente, bensì la mera prosecuzione di un trend in corso fin dall’insediamento del Governo Draghi, avvenuto oltre un anno fa.

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