Allerta biologica
Vicino a Kharkov, è stato scoperto dall’esercito russo un altro bio laboratorio associato ai programmi statunitensi che avrebbe effettuato ricerche su ceppi di virus e agenti patogeni potenzialmente pericolosi.
Arabia Saudita: inizia la dedollarizzazione del petrolio
Saudi Aramco ha dichiarato che la sua joint venture in Cina svilupperà un’importante raffineria integrata e un complesso petrolchimico nel nord-est del Paese. Il progetto, che dovrebbe essere operativo nel 2024, combina una raffineria con una capacità di 300.000 barili al giorno e uno steam cracker a base di etilene, con Aramco che fornirà fino a 210.000 barili al giorno di materie prime di petrolio greggio anche russo.
L’in-giustizia britannica condanna Assange
La Corte Suprema del Regno Unito ha negato l’appello contro l’estradizione di Julian Assange, il giornalista co-fondatore di Wikileaks che ha messo a nudo i crimini di guerra degli Stati Uniti. Stando a quanto espresso dalla Corte, le cui motivazioni non sono ancora pubbliche, il ricorso di Assange, basato sul suo stato di salute, non avrebbe alcun fondamento giuridico.
Australia, il contante ha i giorni contati
L’Australia avanza velocemente verso l’addio al contante. Per centinaia di comunità in tutto il paese è già oggi impossibile accedere a una banca o anche solo a un bancomat. Dal 2019 a oggi, sono stati eliminati dalle strade quasi 4.000 sportelli automatici, ovvero un terzo del totale. E sempre negli ultimi tre anni, oltre 450 filiali bancarie hanno chiuso i battenti.
Automotive in profondo rosso
Se tira una brutta aria per tutta l’economia europea, quella che sta travolgendo il settore automobilistico è una vera e propria tempesta. Già fortemente penalizzati dalla carenza di microchip sul mercato mondiale, i produttori di veicoli sono stati messi in ulteriore difficoltà dalla mancanza dei cablaggi di produzione ucraina. Importanti case automobilistiche, come Volkswagen e BMW, sono già state costrette a sospendere le operazioni in diversi stabilimenti, mentre i tempi delle consegne dei veicoli si dilatano sempre di più in tutto il continente
Boom di smartphone cinesi in Russia
Anche in questione di telefonia, i russi preferiscono la Cina. Già alla fine dell’anno scorso gli Xiaomi erano gli smartphone più venduti nel paese, con una quota di mercato superiore al 30%. Le sanzioni occidentali per la crisi ucraina hanno poi fatto il resto, eliminando di fatto la concorrenza. Colossi come Apple, Samsung e Nokia hanno infatti annunciato di avere sospeso le vendite in Russia, spalancando così le porte del mercato a Xiaomi, Huawei e OPPO, che si sono rifiutate di seguire l’esempio occidentale.
L’Italia impoverita aumenta le spese militari
Le spese militari del fu Belpaese sono aumentate fino a raggiungere quota 2% del PIL, esattamente come Washington richiedeva da qualche anno, sin dalla presidenza Trump. La già onerosa cifra di 70 milioni di euro al giorno, che l’Italia spendeva prima della dichiarata pandemia, ha lasciato il posto a 104 milioni di euro al giorno, che spalmati nell’anno diventano 38 miliardi di euro.
L’ultimo atto della società dell’abbondanza
Dopo le recenti manovre di diversificazione valutaria, portate avanti per ridurre la centralità del dollaro di alcuni Paesi definiti in Occidente come “non allineati”, Mosca, presa di mira dalle sanzioni, è in prima fila nel condurre le operazioni per una definitiva deglobalizzazione del “vecchio mondo”. Mosca chiama però Pechino e, insieme, danno così vita a un nuovo sistema finanziario internazionale.
L’Europa si arma
L’Europa rimarrà senza gas, ma non senza armi. Se la tendenza globale è quella di investire meno in Difesa, i paesi del Vecchio Continente, invece, aumentano le spese belliche per contenere il presunto espansionismo russo. A dirlo è l’ultimo rapporto dell’Istituto Internazionale di Ricerca sulla Pace di Stoccolma (SIPRI). I dati dello studio indicano che fra il 2017 e il 2021 i paesi europei hanno speso in armamenti un 19% in più rispetto al quinquennio precedente. Nello stesso periodo, gli acquisti di materiale bellico a livello mondiale sono invece scesi del 4,6%.
La Cina aumenta la produzione industriale
Mentre in Occidente, Europa in primis, si parla di crisi e di futuri scenari apocalittici, la produzione industriale cinese è aumentata del 7,5% nei primi due mesi dell’anno rispetto allo stesso periodo del 2021. Secondo i dati ufficiali del National Bureau of Statistics, la produzione avrebbe registrato prestazioni stellari soprattutto nel settore manifatturiero high-tech, cresciuto di oltre il 14% nonostante contesti sfavorevoli come i lockdown pandemici e un panorama internazionale complesso.
La longa manus dei Biden nei biolaboratori ucraini
Hunter Biden, figlio del presidente degli Stati Uniti, avrebbe contribuito attivamente al finanziamento dei biolaboratori in Ucraina.
Durante una conferenza stampa della scorsa settimana, il capo delle forze di difesa dalle radiazioni, chimiche e biologiche dell’esercito russo, Igor Kirillov, ha menzionato una società americana privata denominata Black & Veatch come partner del Pentagono in progetti segreti di biolaboratori dal 2008 al 2017 in Ucraina, Azerbaigian, Camerun, Thailandia, Etiopia, Vietnam e Armenia
Il golpe elettromagnetico
Non è la prima volta e non sarà nemmeno l’ultima. Stanno provando a smantellare una delle norme non pienamente protettiva ma di certo tra le più cautelative d’Europa per irradiare tutto e tutti fino a 110 volte più di oggi con agenti possibili cancerogeni disseminati ovunque nell’aria. La richiesta proviene dalle compagnie telefoniche: ASSTEL, il ramo delle telecomunicazioni di Confindustria, è tornata alla carica su Governo e Parlamento e pretende di innalzare per legge gli limiti soglia d’irradiazione elettromagnetica in vigore da 24 anni, per passare dall’attuale media di 6 V/m ad una media massima di 61 V/m, nonostante l’assenza di riscontri scientifici aggiornati e indipendenti sull’assenza di effetti nocivi per salute e ambiente e nonostante l’assenza di un’incompatibilità tra l’attuale normativa italiana e l’implementazione di nuove tecnologie come quella di quinta generazione.
Bucha
Putin: Quanto a Bucha. Parlo spesso con colleghi dei paesi occidentali, e quando mi dicono “Bucha”, chiedo: sei mai stato a Raqqa? Hai visto come questa città siriana è stata completamente distrutta, rasa al suolo, dagli aerei americani dall’alto? I cadaveri giacevano marcendo fra le rovine per mesi. Nessuno ha sollevato questioni, nessuno se n’ è nemmeno accorto. Come nessuno ricorda le centinaia di civili uccisi in Afghanistan. Silenzio! Invece arrivava il chiasso per le provocazioni organizzate in Siria. Quando hanno descritto l’uso di armi chimiche da parte del governo di Assad. Poi si è scoperto che era un falso. Lo stesso vale per Bucha.
Sanzioni, il suicidio è europeo
Una cosa è la condanna formale, un’altra sono le sanzioni. È infatti lunga la lista dei paesi che all’ONU si sono espressi contro l’invasione dell’Ucraina, ma che poi, a conti fatti, hanno preferito ragionare in termini di realpolitik. Ne è un esempio il Giappone, che dopo aver condannato l’intervento militare di Mosca ha comunque dichiarato che non intende uscire dal Sakhalin 2, progetto che permetterà di far arrivare in territorio nipponico grandi quantità di gas provenienti dall’omonima isola russa.
Scorrono i titoli di coda sul film dell’atlantismo
L’Occidente è sempre più isolato dal resto del mondo. L’India starebbe per firmare un importante contratto petrolifero con la Russia. Il volume delle esportazioni di petrolio da Mosca verso New Delhi, secondo quanto riferito dal ‘Times of India’, potrebbe ammontare a 3,5 milioni di barili di petrolio con uno sconto significativo del prezzo. Ma a tessere fitte trame economiche con la Russia ci pensano anche gli Emirati Arabi.
Fonte: casadelsole.tv
