L’impresa del terzo millennio: un’impresa per la comunità

La crisi pandemica, la crisi climatica, la crisi energetica sono elementi che spingono ad un modello d’impresa che operi per la comunità il cui obiettivo non è la crescita quantitativa, ma lo sviluppo sostenibile che è un obiettivo qualitativo per il medio e lungo termine.

Quella del terzo millennio dovrà essere un’impresa per la comunità ossia un’impresa fondata sul binomio economia e società civile, che faccia suo l’obiettivo di mettere al centro del proprio lavoro il territorio e suoi bisogni perseguendo un modello di welfare dove la comunità civile sia soggetto attivo nella produzione di servizi.

C’è bisogno, in particolare nel Sud, di un nuovo modo di fare impresa che valorizzi il capitale sociale e ambientale del territorio dove l’azienda opera.

L’impresa post pandemia ha il dovere di rispettare le peculiarità naturali e ambientali del proprio paese evidenziando e promuovendone le eccellenze.

Rinnovare e rigenerare le nostre terre deve essere il fine delle imprese le quali devono integrarsi con le esigenze delle comunità locali facendosi promotori di iniziative che vadano a favore dello sviluppo economico sociale delle zone più fragili.

Le imprese di comunità per il Mezzogiorno possono essere lo strumento per combattere e superare la fuga dei giovani dalle loro terre.

Antonella Cirese

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