Sempre la stessa domanda. Il cognome. David Schumacher però ha trovato la risposta molto tempo fa: “Non sento più pressione degli altri”. Una cantilena. David è il figlio di Ralf Schumacher, che ha guidato in Formula 1 per dieci anni e ha vinto sei Gran Premi. È il nipote di Michael, soprattutto. Tutto discende sempre da lui. E’ il cugino di Mick, che corre per la Haas ed è una “riserva” Ferrari. C’è anche lui, David. Che per ora è al volante di una Mercedes-AMG GT3 del Team Winward, nel German Touring Car Masters (il DTM) che prende il via questo fine settimana a Portimao, in Portogallo.
L’idea di David, manco a dirlo, è la scalata per uno dei 20 posti in F1. Il fatto è che David, pur essendo uno Schumacher, non ha abbastanza sponsor per la Formula 2. Il motorsport non è più così popolare tra le aziende. Mick è stato fortunato ad aver trovato il sostegno finanziario della Ferrari e di Deutsche Vermögensberatung. L’eccitazione per Michael è passata per diretta discendenza a Mick. Anche quando il 23enne era in Formula 4, era circondato da fotografi, a volte per minuti interi. Gli altri non se li filava nessuno. E così in Formula 3. David viene raccontato dalla stampa tedesca come uno Schumacher diverso. Gentile, aperto e riflessivo, come suo cugino, ma non con la sua riservatezza. Ora gli tocca: espressioni facciali, gesti, modo di parlare, approccio: ora è in David che gli altri cercano il riflesso di Michael.
David ha concluso la sua prima stagione in Formula 3 senza punti, la seconda all’undicesimo posto. Al terzo weekend di gara nel 2021 ha vinto la seconda di tre gare. “Questo mi ha davvero liberato e mi ha aiutato mentalmente. Dopodiché, l’insicurezza è svanita e le cose sono andate in discesa”. La via per la Formula 1, dice padre Ralf Schumacher, “semplicemente non è più abbordabile”. Tuttavia, David ci vuole provare a dispetto del cognome, persino: “Farò sempre del mio meglio per arrivare il più lontano possibile. Se a un certo punto non funziona più, dovrò accettarlo”. In Formula 4, David è diventato un campione alle prime armi con il team US Racing, co-guidato da suo padre. Ralf è sempre stato il suo mentore, manager e allenatore. Vivono insieme da molto tempo, solo che si vedono meno spesso a causa di tutti dei viaggi. La Formula 2 non è comunque un’opzione.
Padre e figlio ne hanno parlato a lungo. Gli sponsor mancanti potrebbero essere compensati da un altro investimento privato, “ma le possibilità di successo erano così scarse che sarebbe stato uno spreco di denaro”, dice David. Michael – solo per poche gare – e Ralf hanno entrambi guidato nel DTM. Ma nessuno Schumacher è ancora diventato un campione, in quella categoria. David potrebbe essere il primo Schumacher, almeno in questo. (DIRE)
