“Aumentare i tassi di interesse”: L’ultima coltellata della BCE alla classe media

Il costo dell’appartenenza all’Unione europea e all’Alleanza atlantica sta levitando sempre di più. Le sanzioni contro la Russia, decise a Bruxelles, stanno infatti avendo un costo diretto sulla vita dei cittadini.

A queste si deve aggiungere l’invio di armi in Ucraina, deciso in sede NATO, che ha, anch’esso, un costo diretto sulle tasche dei contribuenti. Mentre così ci si avvicina ad un autunno all’insegna dei rincari potrebbe arrivare un’altra coltellata al tenore di vita della classe medio bassa europea, facendo impennare il costo dell’appartenenza all’Unione europea su livelli insostenibili.

Riunione BCE in vista

Nei prossimi giorni si riunirà infatti il Consiglio direttivo della Banca Centrale europea per decidere le prossime mosse, in particolare su tassi di interesse del denaro in circolazione. Le anticipazioni non sembrano essere per nulla rassicuranti e c’è la possibilità concreta che venga decretato un forte aumento dei tassi di interesse. Il governatore della banca centrale francese Francois Villeroy de Galhau ha infatti dichiarato che: “Un altro rialzo significativo dei tassi di interesse è un passo necessario in settembre”.

Il dibattito nel consiglio direttivo non è quindi se questo rialzo sia necessario o meno, ma quale debba essere la sua portata. C’è chi vorrebbe un aumento di 50 punti base e chi invece di 75. Si tratta tuttavia di dibattiti che servono ad alimentare una certa narrazione che piace tanto ai giornali mainstream, secondo cui i banchieri centrali europei sarebbero divisi in colombe e falchi.

In realtà tutti i componenti del consiglio direttivo dovrebbero essere inseriti in quest’ultimo gruppo, considerate le conseguenze di un ulteriore aumento dei tassi, di qualunque entità si tratti, in questo preciso momento storico.

Le conseguenze dell’aumento dei tassi

Cosa comporta l’aumento dei tassi? In pratica gli euro in circolazione costeranno di più. Proviamo a tradurre ulteriormente: qualsiasi prestito avrà un costo maggiore per chi lo contrae e di conseguenza un guadagno aumentato per chi lo eroga. Dalla casa all’automobile, passando per i macchinari di una fabbrica: qualsiasi acquisto fatto attraverso i cosiddetti finanziamenti o mutui avrà un costo maggiore sulle tasche dei cittadini. Quindi il rialzo dei tassi ha un effetto immediato negativo sui consumi, sulla domanda interna e anche sul reddito.

Dopo due anni e mezzo di recessione dovuta alle restrizioni adottate in tempo di Covid, l’aumento dei tassi potrebbe quindi avere lo stesso effetto del taglio di una gamba sana di un individuo zoppo. Perché allora la BCE sarebbe così sicura di procedere in questa direzione? Provano a spiegarlo gli analisti della banca francese BNP Paribas: “Sebbene le prospettive di crescita si siano ulteriormente deteriorate, i principali membri del Consiglio direttivo hanno mostrato insensibilità al riguardo. Allo stesso tempo, c’è una maggiore attenzione ai dati realizzati sull’inflazione, che hanno continuato a sorprendere al rialzo”. La BCE vuole quindi alzare i tassi per combattere l’inflazione, arrivata circa al 9%.

La scelta della BCE sarà pagata dai contribuenti

C’è tuttavia un errore di fondo che mette ancora una volta in discussione l’effettiva competenza dei vertici di Francoforte. L’attuale inflazione è infatti il risultato della scarsità di offerta. Meno prodotti ci sono in circolazione, maggiore è il prezzo, come nel caso del gas.

Visto che l’Unione europea vuole perseguire questa politica della scarsità delle risorse, attraverso rinnovate sanzioni contro la Russia, ecco che la BCE intende far pagare l’abbassamento dell’inflazione interamente sulle tasche dei contribuenti. Come? Portando i consumi verso lo zero: in pratica sempre più persone non potranno permettersi di comprare tutta una serie di beni.

“La risposta delle banche centrali e l’aumento dei tassi di interesse, e quindi l’ideologia economica, hanno giocato un ruolo molto negativo nel mondo. Nell’aumentare i tassi di interesse quando l’offerta è eccessiva si è causata inflazione, che non sarà curata aumentando, ovviamente, i tassi di interesse”, ha dichiarato il premio Nobel Joseph Stiglitz in merito alle prossime mosse della BCE. Il rialzo dei tassi sembra quindi rappresentare un atto ostile nei confronti del ceto medio europeo: per quanto ancora potrà essere sostenibile il costo del vincolo a Bruxelles?

Fonte: ByoBlu

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