Le nostre elezioni viste negli Usa

Joe Biden (che è il Presidente degli Stati Uniti d’America in carica ndr) in una riunione con i suoi, parla delle elezioni italiane. L’Ansa ci comunica testualmente: “Avete appena visto cosa è accaduto in Italia in quelle elezioni. Vedrete cosa accadrà nel mondo. La ragione per cui mi preoccupo di dire questo è che non potete essere ottimisti neppure su cosa accadrà qui”: lo ha detto Joe Biden evocando l”esito delle elezioni italiane a un evento di raccolta fondi del partito democratico Usa, mentre lanciava un monito sul destino della democrazia. Lo riferisce il pool di giornalisti al seguito del presidente americano.

Cioè: gli svariati milioni di italiani che hanno votato come hanno fatto hanno preso un granchio. Ma anche nel resto del mondo è probabile che prendano un granchio e pure negli Usa le cose non vanno così come lui vorrebbe ma la gente americana ritiene di pensare con la propria testa e così è alta la possibilità che anch’essa prenda un granchio.

Molto presto ci diranno che non abbiamo capito bene e che il Presidente voleva dire che lavorerà con entusiasmo con il nuovo governo italiano; nel frattempo noi ci atteniamo a quello che leggiamo continuando a credere di capire. E continueremo a crederlo anche dopo che ci diranno che abbiamo frainteso.

L’identità, si sa presuppone la libertà di autodeterminarsi: se fai una cosa e sbagli pagherai se invece hai visto giusto avrai il premio; è la tua libertà di pensiero e di autodeterminazione il faro e il valore fondante dell’idea identitaria. La tecnocrazia e comunque la intellighenzia di sinistra, invece asserisce di sapere meglio di te cosa tu devi fare. Se devi prendere una medicina, cosa fare dei tuoi soldi, quanta parte dei tuoi soldi devi conferire all’ammasso collettivo, cosa devi pensare, come devi votare, se devi accendere la lavatrice o no, a che ora lo devi fare, e via dicendo. E dicono che il loro modo di vedere è liberale mentre quello identitario, no! Un po” come dire che di notte splende il sole accecante!

Così il Presidente pone La questione delle questioni e dice anche che il resto del mondo, sbagliando, va nella direzione indicata dall’elettorato italiano; peraltro per sostenere le tesi tecnocratiche hanno bisogno di immense risorse in tecnologie e mezzi mediatici.

Essere amici degli americani significa pensare alla stessa Sua maniera? Non è domanda da poco da sottoporre alla Sua attenzione. Il destino della democrazia è minacciato dalle destre o è garantito dalla esistenza di una opposizione? Chissà cosa ne pensa! È meglio uno o molti avvicendamenti elettorali o una bella guerra?

Lasciamo ai lettori le considerazioni più spinose.

CANIO TRIONE

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