Un sistema carcerario in rotta di collisione: ne parliamo con il segretario nazionale del Cosp. Mimmo Mastrulli

Uno dei segmenti più dolorosi e complessi dello stato sociale italiano è senz’altro rappresentato dal sistema carcerario: una popolazione impressionante, evasioni, suicidi, carenza di personale, igiene e sanità da terzo paese; eppure ci sono persone che combattono per un sistema migliore per una “carcerazione” più umana, per un posto di lavoro dignitoso per  compiti e persone. A volte può essere una voce fuori dal coro a volte è una voce che si alza letale per chi ha ruoli di responsabilità.

E’ voce ne ha Mimmo Mastrulli segretario generale del sindacato Cosp – sindacato impegnato fortemente nel mondo penitenziario.

Di seguito pubblichiamo una nota a firma di Mimmo Mastrulli ed inviata alle massime autorità pubbliche responsabili delle carceri pugliesi e nazionali. “” Casa Reclusione Femminile Trani(BT). Grave carenza di personale nei reparti detentivi mentre si spostano le unità nei settori,Uffici e cariche speciali  della Casa Circondariale maschile di Trani. Nella giornata del turno 08/16,00 solo 2 Agenti + 1 ad orario ridotto gestivano il penitenziario femminile con circa quaranta detenute non di facile governo. Richiesta urgente di chiarimenti e interventi.

Sollecito Assegnazione su interpello nazionale del nuovo Comandante di  Reparto II.PP. Trani  lasciato dal DAP  da mesi vuoto  dopo l’intervento della Magistratura.

Sulla politica di spostare un congruo numero di Agenti della PPF dalla Casa Reclusione Femminile (circa 10 dieci unità)  alla Casa Circondariale maschile(Istituto distante circa 5 km l’uno dall’altro)inserendole  nei vari Uffici e settori cariche speciali  consapevoli che così facendo,  sguarnendo di fatto la CASA PENALE PER DONNE DI TRANI da tempo la Federazione Sindacale Co.S.P. Comparto Sicurezza e Difesa si è sempre espressa motivatamente contraria e le ragioni sono luce per gli occhi di chi in quelle Carceri vuole guardare e per chi ha orecchie per sentire.

Guardare quanto accade da tempo presso la  Casa Penale per Donne lasciata da sempre a pochissime unità dentro e fuori il carcere,lasciate nell’abbandono  con la consistente numerica popolazione detenuta e con soggetti da “ particolare” sex offender tanto per comprenderci,con soggetti di nazionalità ed etnie diverse a volte violente anche per un semplice sguardo,appare ingeneroso e disarmante anche per chi scrive;

Il totale delle unità al femminile sarebbero 23 di cui 4 in malattia a lungo raggio; 1 congedo 4 ore; 4 unità in congedo ordinario estivo. Su ogni turno le poliziotte sono 3 interne e 1 in portineria quando tutto  va bene altrimenti si riducono; i turni sono tutti programmati su 3 quadranti a 8/12 ore a volte con servizio notturno per chi deve ritornare  a tarda sera in violazione all’articolo 16 CCNL DPR 254/99 e s.i.m.

Crediamo che , orecchie per sentire,le innumerevoli volte che la Polizia Penitenziaria sia al Direttore che al Comando ha rivolto segnalazioni,scritto, relazioni e insistenti reclami anche verbali su quanto accade nel carcere Femminile e sulla  discutibile gestione .

Pensare che solo oggi le colleghe della CRF solo due per certezza (una controllava tutto l’intero Carcere Femminile interno con le diverse sezioni,passeggi,attività tratta mentali,cucina,refettorio,chiesa,educatori e assistenti sociali,visite mediche e chiamate d’emergenza mentre la seconda si gestiva l’intera portineria centrale,i servizi,le telefonate e colloqui,le video chiamate e gli avvocati;la terza unità sebbene di supporto orario poco o niente poteva fare se non dover obbligatoriamente e per necessità  schizzare da una parte e dall’altra per le chiamate di aiuto che giungevano.

La situazione ci viene segnalata dalle nostre numerose iscritte  a dire  poco “preoccupante, se non per certi versi considerata allarmante”.

 Pertanto la invito nell’immediatezza della segnalazione a disporre l’immediato temporaneo rientro di tutte le unità oggi discutibilmente spostate ed acquisite negli uffici e settori del  carcere  maschile disponendo  il rientro delle stesse unità direttamente la CASA PENALE PER DONNE;

Voglia la VS in autotutela  accertare in sede della CRF tutte le situazioni appena segnalate,verificare le diverse segnalazioni per iscritto e il proseguo  o meno di queste  riscontrando la nota sindacale che per ovvie  ulteriori ragioni inoltreremo  ai restanti Uffici Sovra ordinati e Centrali con richiesta di  ASSEGNAZIONE PER INTERPELLO NAZIONALE DI UN COMANDANTE  TITOLARE DI REPARTO ,  atteso il provocato “vuoto” al Comando Titolare che pensiamo stia creando questa situazione considerando  la  datata temporaneità dell’incarico   affidata e  che non rientrerebbe ,come modalità, nel DM Ministeriale del DAP sull’individuazione e assegnazione di un Comandante di Reparto.  La presente richiama,sollecita e ribadisce tutte le precedenti segnalazioni ad oggi lasciate nel profondo vuoto istituzionale nei riscontri come nelle iniziative. “”””

Dunque non possiamo che raccogliere l’invito del sindacalista e sperare in un immediato cambio di rotta.

Franco Marella

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