Caro energia, la Francia vara l’austerity

Superare l’inverno riducendo del 10 per cento il consumo di energia costeraà alla Francia 800 milioni di euro. L’ha annunciato la ministra della Transizione energetica, Agnés Pannier-Runacher, presentando il piano di sobrietà energetica dell’Esagono. “La posta in gioco è uscire dai combustibili fossili, per avere davvero a dosposizione energia abbondante e a basso costo che non fa male al pianeta“, ha aggiunto la ministra, specificando che “la lotta non si fermerà a questo inverno. È un lavoro che si sviluppera’ lungo tutto l’arco dei prossimi 30 anni”.

“Il piano prevede trenta misure riguardanti quattro campi: edilizia pubblica, mobilità, acquisti responsabili e digitalizzazione ecoresponsabile”, ha affermato il ministro della Funzione pubblica, Stanislas Guerini, spiegando che “in futuro non torneremo indietro sui cambiamenti di comportamento che comporterà il piano”.  

Macron: “Serve nella Ue una strategia comune per il gas”

“Abbiamo una strategia europea da rafforzare. Ieri abbiamo ricevuto le proposte della Commissione e domani ne parleremo. È una strategia per abbassare i prezzi, per avere un price cap al gas utilizzato per produrre l’elettricita’, abbassare i prezzi dell’elettricità, e riformare il mercato dell’elettricità”. Lo ha dichiarato il presidente francese, Emmanuel Macron, al suo arrivo al vertice della Comunita’ politica europea di Praga. “Dobbiamo sostenere le nostre imprese e famiglie ed è bene avere una solidarietà europea in questo senso“, ha aggiunto.

Addio alle insegne pubblicitarie luminose

La Francia dice ufficialmente addio anche alle insegne pubblicitarie luminose. Il decreto entrato oggi in vigore prevede che dall’1 alle 6 del mattino gli schermi adibiti agli spot pubblicitari nelle città vengano spenti. L’unica eccezione riguarda le stazioni della metropolitana, quelle ferroviarie e gli aeroporti.

Una misura simile esiste già dal 2012, ma finora non ha interessato le città con più di 800.000 abitanti, dove vigeva il regolamento pubblicitario locale – quando presente – ed è stata applicata male. Il ministero della Transizione energetica ha spiegato infatti che solo il 6 per cento dei comuni del Paese ha rispettato la normativa precedente.

I trasgressori delle nuove regole rischiano una sanzione fino a 1.500 euro, contro i 750 euro previsti in precedenza. Secondo l’Agenzia per l’ambiente e il controllo dell’energia (Ademe), uno schermo pubblicitario digitale di 2 metri quadrati consuma 2.049 kWh/anno, l’equivalente della spesa energetica media annua di una famiglia per la luce e l’uso degli elettrodomestici.

agi

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