Assange. Boyland (attivista): fermare estradizione, data si avvicina

“Sebbene gli avvocati stiano lavorando agli appelli, che permettono di allungare i tempi, almeno sulla carta Assange rischia di essere estradato a fine mese”. Il monito giunge da Patrick Boylan, attivista di Free Assange Italia, che questo pomeriggio a Roma ha preso parte a un incontro nella sede di Left nell’ambito della maratona globale “24 ore per Assange”.
L’iniziativa è stata promossa da Left e Pressenza, insieme ad organizzazioni per i diritti umani e testate giornalistiche sia italiane che internazionali, con eventi online e in presenza in decine di città in Italia e nel mondo.
Per scongiurare l’estradizione del giornalista e fondatore di Wikileaks, ricorda Boylan, “la settimana scorsa a Londra ben 7mila persone si sono mobilitate, circondando il parlamento con una catena umana. Oggi torniamo a incontrarci per lo stesso motivo: liberare Assange e tutelare la libertà di espressione”.
L’incriminazione di Assange, osserva l’attivista, “è stata eseguita con la motivazione dell’attacco alla sicurezza nazionale”, per aver favorito inchieste di stampa a partire da documenti segreti, che hanno rivelato crimini di guerra commessi dalle forze militari americane in Iraq e in Afghanistan. Ma per Boylan “è un trucco degli Stati Uniti, che vogliono diventare sceriffo del mondo. Già cercano di farlo militarmente, ora puntano ad esserlo anche per i media. Assange”, conclude, “è solo un giornalista che mette in imbarazzo la Casa Bianca”.

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