Bollette, amministratori di condominio: “rate su cinque anni o default”

Di fronte alla crisi energetica e al caro bollette, «il Governo deve darci strumenti nuovi per evitare il default del sistema condominio» – è il monito del presidente di Abiconf, l’associazione degli amministratori beni immobili di Confcommercio.

«La situazione è indubbiamente grave e preoccupante», sottolineano da Abiconf nell’ambito del convegno “Allarme conti in condominio” che l’associazione ha organizzato oggi a Bologna insieme ad Ascom e UnoEnergy sharing solutions. «Occorre formulare da subito un piano nazionale per l’energia specifico per il sistema dei condomini, perchè questi aumenti dei costi» – avvertono – «non possono essere sopportati in ambito condominiale, sono troppo elevati, quindi bisogna trovare una modalità di dilazione di questi costi che vada oltre le possibilità attuali delle società energetiche, cioè di qualche mese».  La dilazione andrebbe quindi «spalmata su cinque anni, in maniera tale da poter oggi parlare di un aumento del 20% e non del doppio, com’è attualmente».

Piano che, per l’Abiconf, deve passare per «un accordo quadro con tutte società erogatrici del gas, in maniera che tutte si possano comportare nella stessa maniera e permettano un prestito, una dilazione ai condomini su base quinquennale». L’associazione di categoria esclude, invece, la parola “gratis”: per l’associazione di categoria «dobbiamo abituarci al fatto che i contributi a fondo perduto non sono più attuali in un momento di crisi, dobbiamo invece investire sul patrimonio immobiliare e dilazionare, permettendo alle persone di superare il momento, ma non dobbiamo regalare niente a nessuno perchè ci sono anche dei comportamenti virtuosi, che ognuno di noi dovrà necessariamente tenere».

Parallelamente, «bisogna anche mettere in piedi un meccanismo strutturale che permetta ai condomini di ripartire con i progetti di riqulificazione energetica, riaprire i cantieri del 110%, premiare tutto ciò che è riqualficazione- aggiunge Tolomelli- e di conseguenza anche snellire la burocrazia, permettendo al nostro patrimonio edilizio di assestarsi meglio».

Perchè «se la gente non può più pagare le bollette, di conseguenza non si potranno più pagare non solo i costi energetici» – sottolinea il presidente di Abiconf- «ma anche tutti i fornitori e tutti coloro che lavorano per il condominio. Sarebbe una cosa veramente grave, quindi dobbiamo uscire da qesto periodo e solo un meccanismo introdotto dallo Stato a livello nazionale può salvare la situazione, quindi speriamo che il Governo prenda immediatamente coscienza del problema e dia una forte soluzione».

Intanto, di fronte alle scadenze dei pagamenti «si richiederà sì puntualità», ma sapendo che «non è il decreto ingiuntivo lo strumento giudiziario per andare a prendere i soldi da chi non ce li ha. Non è questa» – conclude l’associazione – «la strada socieconomica che ci permetterà di uscirne. I decreti li dovremo fare? Probabilmente sì, perchè la normativa ce lo impone, ma non è questa la soluzione».

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