L’ambasciatore russo Razov a Porta a Porta: «Annessione dei territori ucraini? No, è un’adesione»

In Ucraina la Russia non ha compiuto alcuna annessione, si chiama adesione. Lo ha detto l’ambasciatore della Federazione Russa a Roma, Sergej Razov, a “Porta a Porta” su “Rai 1”. “Ci sono due aspetti, uno giuridico e uno politico”, ha spiegato. Dal punto di vista giuridico, “secondo la Carte delle Nazioni Unite è possibile l’autodeterminazione dei popoli, 8,9 milioni di persone abitano nelle regioni” coinvolte dai referendum. Queste persone “hanno votato” e “la maggioranza si è espressa a favore dell’adesione”. Per quanto riguarda l’aspetto politico, “in otto anni sono morti in Donbass milioni di persone”. Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky “un anno fa ha detto che, se qualcuno ama la Russia, vuole parlare in russo, per il bene dei suoi figli se ne vada in Russia” e ora “il popolo ha deciso”, ha continuato Razov.

La Russia difenderà il suo territorio con tutti i mezzi a disposizione, ha continuato. “Sono d’accordo con il mio ministro perché questo corrisponde ai fatti”, ha detto a proposito delle dichiarazioni di Sergej Lavrov, ministro degli Esteri russo, per il quale la Russia non parteciperà all’escalation della retorica nucleare. “Il presidente Putin, intervenendo il 30 settembre sull’annessione, ha detto che difenderemo il nostro territorio con tutti i mezzi a nostra disposizione. Ha ricordato che abbiamo vari tipi di armamenti. Il resto è speculazione occidentale. Non c’è minaccia, né ricatto. Abbiamo una dottrina militare di deterrenza nucleare e in questa è indicato chiaramente in quali circostanze è possibile l’uso di armi atomiche. Una è quella dell’aggressione del territorio della Federazione Russa con l’utilizzo di armi convenzionali”, ha spiegato l’ambasciatore. “Tutto il resto sono parole in aria”, ha continuato

Razov: ci sono precedenti sui referendum
Ci sono tanti precedenti storici ai referendum che si sono tenuti nei territori ucraini che hanno aderito alla Federazione Russa, ha continuato Razov. “Contro la risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, il Kosovo si è separato dalla Serbia. La maggior parte degli Stati, Italia inclusa, hanno riconosciuto questa separazione”, ha ricordato l’ambasciatore. “Nel 1990-91 la Slovenia e la Croazia hanno svolto referendum per l’uscita dalla Jugoslavia e sono stati riconosciuti. Nel periodo del crollo dell’Urss la maggior parte delle ex repubbliche sovietiche hanno condotto referendum per uscire”, ha continuato Razov.

Per Razov, l’operazione militare speciale russa in Ucraina è stato il “male minore”. “La popolazione dell’Ucraina sudorientale è stata oggetto di un embargo energetico, idrico, economico. Vi sono stati vari attacchi di massa con la voglia di distruggere i separatisti”, ha detto Razov. “E’ il caso di ascoltare la volontà di queste persone. Per otto anni sono stati nei seminterrati. I bambini non vedevano la luce del cielo a causa dei bombardamenti”, ha continuato il diplomatico. “In otto anni per le Nazioni Unite sono morte 16 mila persone nel Donbass”, ha aggiunto.

Razov: “La pace? Aspettiamo che Zelensky cambi idea o che ci sia un cambio di presidente”
La Russia è a favore di negoziati di pace ma occorre aspettare che o avvenga un cambio di vedute del presidente ucraino Voldoymyr Zelensky o un cambio di presidente, ha continuato Razov ricordando che Zelensky ha emanato un decreto che dice che l’Ucraina non condurrà negoziati con il presidente Putin.

Il sabotaggio dei gasdotti Nord Stream
In merito al sabotaggio dei gasdotti Nord Stream 1 e 2, Razov dice che “nella Federazione Russa non ci sono idioti”, rispondendo una domanda sulle responsabilità dell’incidente. In tema di forniture energetiche, Razov ha detto che non sa “quale sia il problema con il gas russo”. “Per 50 anni abbiamo fornito gas all’Europa e all’Italia senza problemi: 30 miliardi di metri cubi l’anno scorso, circa il 40 per cento dell’import di gas naturale dell’Italia”, ha aggiunto. Le sanzioni contro la Russia “sono state una scelta vostra”, ha sottolineato il diplomatico.

Razov: “Sui giornali italiani molte fake news”
In Italia si sta formando il settimo governo da quando Sergej Razov è ambasciatore della Federazione Russa a Roma. “La vostra instabilità è un po’ il segno della vostra stabilità”, ha osservato Razov, aggiungendo: “Io amo questo Paese”.

“Ogni giorno per lavoro sfoglio i principali giornali italiani e le fake news sono la cosa più leggera che si possa dire di quello che spesso viene pubblicato”, ha affermato l’ambasciatore.

Fonte: www.agenzianova.com

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