A Milano apre il Musa, che ‘mostra’ come la scienza sia al servizio della giustizia e dei diritti

 Ci sono sale con cassetti di platica trasparente pieni di ossa umane e altre dove si trattano le tematiche della medicina legale e dell”antropologia forense nell”assistere la giustizia nei crimini mortali. E ancora video e lapidi.

 Ci sono sale con cassetti di platica trasparente pieni di ossa umane e altre dove si trattano le tematiche della medicina legale e dell”antropologia forense nell”assistere la giustizia nei crimini mortali. E ancora video e lapidi.

Partendo dal presupposto che vi è scarsa conoscenza del potenziale della scienza nel difendere la giustizia e la dignità e nel combattere la violenza, si è pensato al Musa, realizzato grazie all”intuizione del Labanof, insieme a Fondazione Cariplo, Fondazione Isacchi Samaja e Terre des Hommes Italia.

“Pochissimi hanno idea di come la stessa scienza che studia il corpo, curando infezioni e altre malattie, possa servire per tutelare la giustizia e i diritti umani. Protagoniste sono quelle discipline che riescono a ricostruite il passato, attraverso l”esame del cadavero, dello scheletro e anche del vivente” ha aggiunto Cattaneo, illustrando le diverse sezioni di cui si compone il museo. “C”è una parte dedicata all’identità, è la nostra crociata per restituire i nomi ai morti” a quelli “domestici” e a quelli scomparsi in mare”. E anche una sala dedicata al “crime”, con simulazioni di delitti e video, e poi la sezione dei “Vivi” perché “questa medicina può aiutare anche nella prevenzione” continua Cattaneo.

“Dare dignità a chi non c’è più, vuol dire ricostituire queste persone come soggetti. Non sono morti dei numeri, ma delle persone, con una storia, dei percorsi e una drammaticità di vita che va riportata – è intervenuto Elio Franzini, rettore dell’Ateneo -. Credo che l’università abbia anche questa missione: essere custode della dignità e della memoria”. Nel percorso espositivo l”ultima sala è dedicata alle vittime del naufragio del 18 aprile 2015, quando affondò un barcone proveniente dalla Libia con a bordo circa 1000 migranti, davanti alle coste siciliane. L”auspicio del medico legale è che il relitto di quel barcone trovi posto al Musa, “a Milano dove potrebbe essere valorizzato” e visitato dalle scolaresche. Sono già 1500 le prenotazioni arrivate dalle scuole per visitare il nuovo museo, che dal 2 novembre, sarà aperto gratuitamente al pubblico, grazie anche all’accoglienza dei soci volontari del Touring Club Italiano.

agi

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