La tirrania del merito

Interessante libro di Michael J. Sandel filosofo statunitense è professore presso l’Università di

Harvard . Un prezioso testo che mette finalmente in luce l’inadeguatezza, irrazionalità e l’ingiustizia

del “merito” nelle relazioni sociali nella scuola e nel mondo del lavoro e delle terribili conseguenze

nella società.

Vediamo alcuni aspetti salienti a dimostrazione di ciò. Come noto con l’amministrazione Clinton a

trainare il carro Blair e l’ex piccì D’Alema inizia la prassi economica meglio conosciuta come

globalizzazione da alcuni definita iper captalismo: mobilità sul globo senza barriere, dove merci,

persone (che vengono considerate come le merci) e capitali finanziari possono girare liberamente

ciò al fine di continuare a garantire il massimo profitto e mantenere in vita un sistema economico

morente, vedi l’attualità.

Sul piano piano sociale, da quel momento parte un nuovo modo per scalare il successo: il merito,

cosa diversa nell’appartenere all’aristocrazia sociale. La borghesia ha scalzato da tempo

l’aristocrazia e l’ha superata nel controllo della società.

La società tende a polarizzarsi sempre più. Infatti dice l’autore “allontanandosi dai perdenti, i

vincitori della globalizzazione mettevano in pratica la propria modalità di distanziamento sociale”.

Un anticipo dell’attuale green pass che, forse a breve sarà organico alla società.

La globalizzazione e il merito è bene dirlo sono appoggiati da tutte le organizzazioni partitiche di

oltre oceano ed europee, senza alcuna distinzione. Al massimo troviamo in qualche politico un

assordante silenzio.

“in un mondo aperto, il successo dipende dall’istruzione e da come ci si attrezza per competere e

vincere in un’economia globale. Ciò significa che i governo nazionali devono garantire a tutti pari

opportunità nel ricevere l’istruzione da cui dipende il successo. Ma significa che che quanti

arrivano in cima sono portati a credere di maritarsi il proprio successo. E significa che, se le

opportunità sono davvero uguali, quanto sono lasciati indietro meritano a loro volta il proprio

destino. Questo modo di concepire il successo rende difficile credere che “ci siamo dentro tutti

insieme””.

L’autore analizza il metodo del merito nei diversi college e università statunitensi. L’analisi di ciò

che accade oltre oceano dimostra di come “..i ricchi e i potenti hanno truccato il sistema per

perpetuare il proprio privilegio”. Da ciò parte l’azione politica dei populisti, che nel raccogliere il

fallimento della globalizzazione intendono ripristinare la sovranità nazionale e monetaria. Ma

l’impero dell’alta finanzia meglio definita dall’ex Presidente François Mitterrand: l’AIDS

dell’economia reale, da cui non riusciamo a disfarcene e che sta facendo morire l’intero pianeta con

tutti i suoi esseri viventi.

“il progetto della globalizzazione guidata dal mercato, la svolta tecnocratica della politica

contemporanea e la conquista oligarchica delle istituzioni democratiche sono tutti complici di

questa condizione” Riflessione condivisa.

“affrontare il fallimento della meritocrazia e della tecnocrazia è un passo indispensabile per

risolvere quel malcontento e per reimmaginare una politica del bene comune” Prassi politica da

attuare.

L’autore si pone una domanda: quale potrebbe essere un progetto politico alternativo?

Il padre dei popoli nel lontano 1952 (il dibattito sui temi economici si aprì già durante la guerra),

disse:“E’ necessario, in terzo luogo, raggiungere un tale sviluppo culturale della società che

assicuri a tutti i membri della società uno sviluppo completo delle loro capacità fisiche e

intellettuali, affinché i membri della società possano ricevere una istruzione sufficiente per

diventare attivi fattori dello sviluppo sociale, abbiano la possibilità di scegliere liberamente una

professione, non siano inchiodati per tutta la vita, in seguito alla sussistente divisione del lavoro, a

una professione qualsiasi. Per questo occorre prima di tutto diminuire la giornata lavorativa per lo

meno a sei e poi cinque ore. …rendere obbligatoria l’istruzione politecnica” Tema questo di grande

attualità.

di Michael J. Sandel Feltrinelli, Editore

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