ARTE

STUDIANDO REMBRANDT. INDIVIDUARE IL PROTOTIPO, VEDERE L’INVISIBILE – L’ADORAZIONE DEI MAGI

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Il dipinto de L’Adorazione dei Magi – esposto a Palazzo Medici Riccardi dall’8 dicembre 2022 al 29 gennaio 2023 dopo un accurato restauro ed una approfondita campagna di ricerche presentati nel simposio di Villa Medici del giugno 2021 – mostra per la prima volta al pubblico un’opera magica e sofisticata, che introduce all’atmosfera delle festività natalizie

L’esposizione de L’Adorazione dei Magi è anche l’occasione per ricostruire la storia del suo casuale ed eccezionale ritrovamento. Il dipinto, che mostra un soggetto tra i più classici della storia dell’arte e ampiamente trattato dal pittore olandese, è di proprietà di una famiglia romana e fa parte di un fondo storico artistico parzialmente risalente alla fine del ‘500, in cui è presente un filone di provenienza olandese (al quale appartiene il dipinto in questione). Dopo essere caduto accidentalmente, nel 2016 è stato sottoposto a un intervento di restauro: è stato proprio durante la pulitura dell’opera, annerita dalla vernice antica, che – grazie all’intuito e all’esperienza della restauratrice Antonella Di Francesco – il capolavoro è emerso in tutta la sua sofisticata bellezza. 

Fino al 29 Gennaio 2023

 

LUOGO: Palazzo Medici Riccardi – Firenze

https://cultura.comune.fi.it/dalle-redazioni/studiando-rembrandt

FRANCO ANGELI – OPERE 1958-1988

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L’esposizione, promossa dalla Regione Lazio e realizzata da LAZIOcrea, è curata da Silvia Pegoraro e nasce da un’idea del gallerista e collezionista Aldo Marchetti, in collaborazione con l’Archivio Franco Angeli di Roma (presieduto da Maria Angeli, figlia dell’artista), con l’obiettivo di promuovere la conoscenza del grande artista romano, operativo a partire dalla seconda metà del XX secolo. La mostra intende, quindi, configurarsi come percorso antologico, attraverso 74 opere uniche di Angeli (tra cui molti interessanti inediti), tutte provenienti da collezioni private: dagli esordi informali del 1957-58 al figurativismo geometrico e metafisico degli anni ’80, sino al 1988, anno della sua scomparsa.

Fino al 26 marzo 2023

LUOGO: WeGil – Roma

https://www.arte.it/calendario-arte/roma/mostra-franco-angeli-opere-1958-1988-88637

VERROCCHIO E IL SUO MONDO IN UN’OPERA MISCONOSCIUTA: LA PALA MACINGHI RESTAURATA

Un’opera importantissima del maestro di Leonardo da Vinci, Andrea del Verrocchio, lasciata in deposito dagli Uffizi ad una chiesa del territorio fiorentino circa un secolo fa, torna ora al Museo per una mostra speciale. Si tratta della sontuosa pala d’altare raffigurante la Sacra Conversazione con i Santi Zanobi, Francesco Giovanni Battista e Niccolò, detta “Pala Macinghi” dal nome della famiglia per la quale fu realizzata:l’opera, appena restaurata all’Opificio delle Pietre Dure, resterà in mostra (“Verrocchio e il suo mondo in un’opera misconosciuta: la pala Macinghi restaurata”, questo il titolo) fino al 19 febbraio 2023 al secondo piano degli Uffizi, negli spazi espositivi tra la sala dedicata a Leonardo e quella di Raffaello e Michelangelo.  Parte integrante della collezione della Galleria, nel 1926, la pala fu inviata alla chiesa di San Martino a Strada, presso Grassina alle porte di Firenze.  L’opera storicamente viene citata per la prima volta, nel Seicento, nella chiesa della Santissima Annunziata a Firenze, da cui, con ogni probabilità, proviene fin dall’origine, forse come pala d’altare della famiglia Macinghi, cappella oggi sede del Capitolo nel Chiostro dei Morti. 

Fino al 19 febbraio 2023

Luogo: Galleria degli Uffizi – Firenze

https://www.uffizi.it/eventi/verrocchio-e-il-suo-mondo-in-un-opera-misconosciuta-la-pala-macinghi-restaurata

 GIOTTO E IL NOVECENTO

Foto ARTE 8

Il rapporto tra antico e contemporaneo è da sempre al centro dell’indagine del Mart di Rovereto. La struttura stessa del museo celebra le forme classiche del Panteon, rievocato nelle forme e nelle proporzioni della cupola, e dell’impluvium romano che caratterizza la fontana posta sotto la cupola stessa. 
La proposta espositiva basata su confronti e parallelismi è una delle cifre stilistiche riconosciute al museo di Rovereto che già nel 2013 proponeva una straordinaria mostra su Antonello da Messina
,a cura degli studiosi Ferdinando Bologna e Federico De Melis. Per l’occasione, le opere del maestro quattrocentesco venivano messe a confronto con la ritrattistica contemporanea, raccolta in un progetto curato dal filosofo francese Jean-Luc Nancy.
In tempi più recenti, l’indirizzo della presidenza di Vittorio Sgarbi
 ha rinnovato questa felice intuizione. Il palinsesto del Mart attraversa i secoli, i maestri classici e moderni dialogano tra loro e con le opere di una collezione pubblica tra le più ricche d’Europa.  Negli ultimi anni si sono susseguite: Caravaggio. Il contemporaneo, nel 2020; Picasso, de Chirico, Dalí. Dialogo con Raffaello e Botticelli. Il suo tempo. E il nostro tempo nel 2021, Canova tra innocenza e peccato la scorsa primavera. Dal 6 dicembre 2022 al 19 marzo 2023, è la volta di Giotto e il Novecento. 

Fino al 19 marzo 2023

Luogo: Mart di Rovereto

https://www.mart.tn.it/mostre/giotto-e-il-novecento-153937

ROMA MEDIEVALE – VEDI PRECEDFENTE NUMERO

ESCHER – VEDI PRECEDFENTE NUMERO

MILANO. DA ROMANTICA A SCAPIGLIATA – VEDI PRECEDFENTE NUMERO

Dai Medici ai Rothschild. Mecenati, collezionisti, filantropi

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Le Gallerie d’Italia di Intesa Sanpaolo a Milano propongono una mostra che indaga il ruolo di committenti, collezionisti e filantropi che molti grandi banchieri – o famiglie di banchieri – ebbero a partire dal Rinascimento e per tutta l’età moderna.

Molti di essi furono tra i maggiori mecenati di ogni tempo; la loro attività collezionistica e, più in generale, l’impegno a sostegno dell’arte e della cultura, furono uno strumento strategico di rappresentazione e di affermazione sociale che appare tuttora un esempio eloquente della sapiente trasformazione di capitale economico in capitale culturale e simbolico. Cosimo e Lorenzo de’ Medici, le famiglie Giustiniani e Torlonia, Enrico Mylius, Moritz von Fries, Johann Heinrich Wilhelm Wagener, Nathaniel Mayer Rothschild, John Pierpont Morgan: numerose opere d’arte appartenute alle loro raccolte ne rievocano le figure, le vicende biografiche, spesso segnate da importanti iniziative a favore della collettività, l’attività mecenatizia, le scelte collezionistiche.

La mostra presenta opere importanti, alcune celeberrime, di Verrocchio, Michelangelo, Caravaggio, Gherardo delle Notti (Gerrit van Honthorst), Valentin de Boulogne, Antoon Van Dyck, Angelika Kauffmann, Francesco Hayez, nonchè un’opera inedita di Giorgio Morandi: capolavori di diverse epoche provenienti da prestigiosi musei nazionali e internazionali. In partnership con Musei del Bargello e la Alte Nationalgalerie Staatliche Museen zu Berlin, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per la Città metropolitana di Milano e con il Patrocinio del Comune di Milano, l’esposizione è curata da Fernando Mazzocca e Sebastian Schütze.

Fino al 26 marzo 2023

Lungo: Gallerie d’Italia – Milano

https://gallerieditalia.com/it/milano/mostre-e-iniziative/mostre/2022/11/18/dai-medici-ai-rothschild-mecenati-collezionisti-filantropi/

 
 
 

 Artemisia Gentileschi a NapoliFOTO ARTE 9

A dicembre 2022 Intesa Sanpaolo propone nel proprio museo napoletano delle Gallerie d’Italia in via Toledo, la mostra Artemisia Gentileschi a Napoli, dedicata al lungo soggiorno napoletano della pittrice, documentato tra il 1630 e il 1654 e interrotto solo da un viaggio a Londra tra il 1638 e il 1640; un capitolo fondamentale nell’arte e nella vicenda biografica di Artemisia, che a Napoli non era stato mai oggetto di un’esposizione monografica così ampia.

La mostra, realizzata in special collaboration con la National Gallery di Londra e in collaborazione con il Museo e Real Bosco di Capodimonte, l’Archivio di Stato di Napoli e l’Università di Napoli L’Orientale, presenterà un’accurata selezione di opere provenienti da raccolte pubbliche e private, italiane ed internazionali che renderanno la mostra un’occasione di aggiornamento degli studi scientifici sull’argomento.

La narrazione espositiva intende procedere secondo una scansione tematica e iconografica, coprendo l’arco cronologico in cui Artemisia fu a Napoli, per esplorare l’enorme successo incontrato nella capitale del Viceregno, e restituire un’immagine attendibile della grandezza artistica di questo complesso momento storico. A Napoli, infatti, Artemisia impiantò una bottega fiorente che si avvalse della collaborazione, o semplicemente interagì, con i migliori artisti locali, da Massimo Stanzione a Onofrio Palumbo a Bernardo Cavallino.

Fino AL 19 marzo 2023
lUOGO: Gallerie d’Italia – Napoli

https://gallerieditalia.com/it/napoli/mostre-e-iniziative/mostre/2022/12/03/artemisia-gentileschi-a-napoli/

Preferisco fare una foto che essere una foto

FOTO ARTE 2

L’esposizione, curata da Victoria Noel-Johnson, presenta circa 140 fotografie di Lee Miller di Man Ray, alcuni oggetti d’arte oltre a contributi video nella prestigiosa ed esclusiva sede di Palazzo Franchetti a Venezia dove i visitatori godranno di un percorso che si dipana in un racconto che parte dalla vicenda umana e artistica di Lee Miller, come modella e musa negli anni Venti quando incontra il famoso editore Conde Nast che la rende modella di Vogue, agli anni parigini in cui lavora con il celebre fotografo di moda George Hoyningen-Huene rendendo immortali alcuni suoi scatti, per giungere al cuore dell’esposizione e al rapporto con Man Ray in quel clima irripetibile d’avanguardia con gli amici Max Ernst, Pablo Picasso, Salvador Dalí e Jean Cocteau che la coinvolse nel suo film surrealista Le sang d’un poète, in cui interpreta una moderna dea d’ispirazione classica.

L’esposizione affronta anche il periodo successivo alla relazione con Man Ray, quando Miller nel 1932 torna a New York e apre un suo studio fotografico di successo, periodo in cui Man Ray, accecato dall’ira per la separazione da Lee, nell’intento di cancellarne il ricordo, sostituisce nel 1933 l’occhio sul braccio del suo celeberrimo metronomo Perpetual Motif (Moto perpetuo) con quello dell’amata.

“Continuo a ripetere a tutti: ‘Non ho perso un minuto in tutta la mia vita’ – ma ora so che se la ripetessi sarei ancora più libera con le mie idee, con il mio corpo e il mio amore.”

(Lee Miller)

Fino al 30 aprile 2023

Luogo: Palazzo Franchetti – Venezia

https://www.remweb.it/preferisco-fare-una-foto-che-essere-una-foto/#:~:text=%E2%80%9CPreferisco%20fare%20una%20foto%20che,un%20vero%20e%20proprio%20scandalo.

Olafur Eliasson: Orizzonti tremanti FOTO ARTE 3 

Olafur Eliasson trasforma la Manica Lunga con una nuova serie di sei opere d’arte immersive simili a dispositivi ottici dalla struttura a cuneo. All’interno di ciascuna installazione si vedono complesse forme fluide in movimento che attraversano uno spazio panoramico a 360 gradi, che appare più ampio di quanto fisicamente possibile. Si tratta di illusioni ottiche prodotte grazie a specchi e proiezioni di luce.

Dalla fine degli anni novanta, la pratica di Eliasson ha coniugato la memoria dell’incontro con la natura alle ampie diramazioni della scienza e del pensiero ecologico, proponendo opere che invitano alla partecipazione attiva di chi le incontra. Orizzonti tremanti presenta nuovi lavori che derivano dalle sperimentazioni condotte dall’artista nel suo studio a Berlino. Eliasson si è ispirato a strumenti scientifici di misurazione, considerando il ruolo ambivalente che essi hanno avuto nel corso della storia. Prodotte nel corso dell’ultimo anno, le nuove opere in mostra propongono una più stretta relazione tra corpo e mente, sottolineando il valore dell’esperienza soggettiva e sensoriale.

Nella Manica Lunga il percorso espositivo si apre con Navigation star for utopia (Stella di navigazione per l’utopia, 2022), opera luminosa sospesa che accoglie i visitatori. I suoi fasci di luce colorata attraversano l’ambiente e disegnano effetti luminosi, quasi suggerendo l’idea di uno strumento di orientamento del futuro.

Segue la serie di opere che l’artista ha creato per lo spazio della Manica Lunga: Your curious kaleidorama (Il tuo caleidorama curioso), Your power kaleidorama (Il tuo caleidorama potente), Your self-reflective kaleidorama (Il tuo caleidorama autoriflessivo), Your hesitant kaleidorama (Il tuo caleidorama esitante), Your memory of the kaleidorama (La tua memoria del caleidorama) e Your living kaleidorama (Il tuo caleidorama vivente). Ciascuna è montata a parete e orientata con una diversa angolazione. I visitatori accedono alle strutture entrando dal basso o vi si affacciano direttamente per vedere proiezioni luminose di linee, forme e motivi. Queste sono generate in tempo reale utilizzando fasci di luce elettrica che si riflettono in bacini d’acqua oppure che attraversano un sistema di lenti. Eliasson chiama queste opere kaleidoramas, combinando le parole caleidoscopio e panorama.

In tutti i caleidorama, il pubblico osserva schemi complessi di forme in movimento che interagiscono per creare un ambiente visivo e spaziale in continua evoluzione. Le composizioni visive si intensificano e si attenuano in frequenza e ritmo – producendo onde lievi, ma anche tremori violenti – secondo il comportamento dell’acqua o l’influenza di strumenti ottici.

Il percorso espositivo culmina in Your non-human friend and navigator (Il tuo amico e navigatore non umano, 2022), articolata in parti sospese e altre allestite a pavimento. Questa nuova opera è prodotta utilizzando due pezzi di driftwood, tronchi trasportati dal mare, logorati dall’azione degli elementi. Eliasson li ha raccolti sulle spiagge dell’Islanda, dove spesso approdano i resti di legname dopo aver percorso molti chilometri da paesi lontani. La presenza di una calamita orienta la parte sospesa dell’opera lungo l’asse nord-sud, mentre le sottili velature di acquerello applicate sul legno posato a pavimento rievocano l’azione dell’acqua e delle correnti marine che lo hanno sospinto per migliaia di chilometri.

Fino al 26 marzo 2023

Luogo: Castello di Rivoli

https://www.castellodirivoli.org/mostra/olafur-eliasson-orizzonti-tremanti/

 

 L’Arte Inquieta FOTO ARTE 10

Un percorso espositivo che esplora il tema dell’identità, un’identità inquieta che interroga il nostro tempo, attraverso dipinti, sculture, disegni, grafiche e libri d’artista di 57 artisti.

La mostra presenta al pubblico una selezione di autori che hanno guardato alla propria realtà interiore e al mondo, dove “l’arte inquieta” è figlia di vicende personali e collettive, di quell’urgenza espressiva dell’artista e dell’esplorazione degli infiniti volti ed espressioni dell’identità umana.

Una mostra dove dialogano autori di poetiche fondative la nostra modernità con opere talvolta provenienti da mondi esclusi, oggi considerate un prezioso e necessario archivio dell’immaginario: l’art brut, dunque, visionaria e dai linguaggi inediti, come già avevano intuito i grandi maestri delle avanguardie che aprono le sezioni espositive: Paul Klee, già nel 1912, Max Ernst e il Surrealismo, Jean Dubuffet nel 1945.

La mostra è il momento culminante di Identità Inquieta, un grande lavoro corale della città di Reggio Emilia che coinvolge, nell’attuale fase di progettazione, istituzioni e organizzazioni della vita sociale, educativa e culturale (tra cui Reggio Emilia Città senza Barriere, FCR di Reggio Emilia, Servizi Culturali del Comune – Musei Civici, Biblioteche, AUSL), con l’intento di offrire un ricco e variegato calendario di eventi culturali e opportunità di partecipazione attiva.

FINO AL 12 MARZO 2023

Luogo: Palazzo Magnani – REGGIO EMILIA

https://www.palazzomagnani.it/exhibition/larte-inquieta/?gclid=EAIaIQobChMIlePx4LL7-wIViIbVCh2BIwupEAAYASAAEgJNw_D_BwE

La seduzione del bello Capolavori segreti tra ‘600 e ‘700

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I quadri della collezione Gastaldi Rotelli, una selezione di circa cinquanta capolavori di una più vasta raccolta, lasciano la loro abituale collocazione per mostrarsi, per la prima volta, in un’altra dimora storica che li ospita, generando un dialogo tematico, nel quale ciascuno mantiene la propria identità. Il percorso della mostra si sviluppa in tutte le sale del museo e il visitatore è chiamato a scrutare i dettagli dei dipinti per individuare le assonanze con gli ambienti di casa Bagatti Valsecchi, un gioiello neorinascimentale nel cuore di Milano, pensato a fine Ottocento dai fratelli Fausto e Giuseppe.

Alla fine del Novecento Gilda Gastaldi e Giuseppe Rotelli, appassionati della pittura sei-settecentesca e attratti dalla varietà dei temi che la caratterizzano, raccolgono un nucleo eccezionale di dipinti, partecipando ad aste in tutto il mondo. Lungo il corso di decenni i due collezionisti, costantemente sedotti dal bello, disegnano insieme una geografia di viaggi alla ricerca di preziose opere d’arte.

È possibile osservare da vicino opere di artisti che lavorano tra Lombardia e Veneto, tra la fine del Seicento e il Settecento, divenendo tra i maestri indiscussi dell’arte italiana. Non sempre ciò che i pittori raffigurano è immediatamente decifrabile. Infatti, nei gesti, negli sguardi, nelle scene della pittura di genere si celano affascinanti giochi simbolici che soltanto uno sguardo attento potrà facilmente individuare, per scoprire che l’arte trasforma lo spazio in tempo e ci regala scampoli di realtà ma anche momenti d’illusione.

La Casa Museo Bagatti Valsecchi, ricca di variegate forme e generi artistici, con quello stesso spirito con cui la famiglia accoglieva, fino a mezzo secolo fa, ogni espressione culturale, torna ad essere un rinnovato e inedito convivio aperto alle arti sorelle. Con questa mostra, infatti, il Museo Bagatti Valsecchi vuol diventare una residenza d’eccezione che accoglie altre collezioni private, consentendo al pubblico di scoprire i tanti capolavori che si celano nelle segrete stanze dei collezionisti.

Fino al 23 marzo 2023

Luogo: Musei Bagattu Valsecchi –

https://museobagattivalsecchi.org/la-seduzione-del-bello-capolavori-segreti-tra-600-e-700/

 

GIULIO II E RAFFAELLO

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Un grande progetto espositivo e un itinerario accendono i riflettori su quanto abbia significato per Bologna, e non solo, l’arrivo in città di artisti come Raffaello, Michelangelo o Bramante. Un arrivo che coincise con la presa del potere dello Stato della Chiesa, nella persona di Papa Giulio II della Rovere.

È proprio l’arrivo, del tutto eccezionale, a Bologna del Ritratto di Giulio II, capolavoro tra i massimi di Raffaello, tra i tesori assoluti della National Gallery di Londra, che prende avvio questa affascinante e per più versi originale mostra.
A curarla Maria Luisa Pacelli, Davide Benati ed Elena Rossoni. Ad accoglierla la Pinacoteca Nazionale di Bologna, che per l’occasione rivede l’intera sezione dedicata al Rinascimento con un nuovo itinerario di visita che approfondisce il percorso artistico relativo all’arte bolognese dall’epoca dei Bentivoglio sino all’incoronazione di Carlo V.

È nel 1506 che, strappata la città alla signoria dei Bentivoglio, Giulio II riconduce Bologna al domino della Chiesa. Un fatto che ha implicazioni in ogni aspetto della vita cittadina, arte compresa.
Bologna, con la vicina Ferrara, contava all’epoca su artisti di grandissimo valore. Francesco del Cossa, Ercole de Roberti, Lorenzo Costa, tra i ferraresi che operavano in città, accanto ai bolognesi Francesco Francia e Amico Aspertini, impegnati in committenze di rilievo, come la mostra documenta in modo preciso.
Gli artisti che avevano avuto il ruolo di protagonisti nel periodo bentivolesco si trovano a misurarsi con Michelangelo, Raffaello e Bramante e a confrontarsi con un altro mondo: una rivoluzione cui consegue la diaspora dei maestri bolognesi.

Tra le opere emblematiche di questo momento l’Estasi di Santa Cecilia di Raffaello, realizzata durante il papato di Leone X, che influenzò l’arte presente e quella a venire. Ma se il raffaellismo conquistò la maggior parte degli artisti rientrati in città, non fu così per Amico Aspertini, pittore fedele al proprio linguaggio assolutamente personale e anticlassico, come testimonia in mostra il Cristo benedicente tra la Madonna e San Giuseppe, che qui giunge grazie al prestito della Fondazione Longhi di Firenze.

Gli anni travagliati che portano al Sacco di Roma nel 1527 condussero a Bologna un’altra personalità di spicco: il Parmigianino presente in città tra il 1527 e il 1530. La sua arte raffinata ed inquieta è documentata in mostra dal confronto tra la Santa Margherita della Pinacoteca e la Madonna di San Zaccaria, che giunge dagli Uffizi.

FINO AL 5 FEBBRAIO 2023

LUOGO: Pinacoteca Nazionale di Bologna

https://www.pinacotecabologna.beniculturali.it/it/2-non-categorizzato/3037-giulio-ii-e-raffaello-una-nuova-stagione-del-rinascimento-a-bologna

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