ARTE

IL LEGNO CHE NON BRUCIÒ A ERCOLANO. UNA MOSTRA SVELA LE CASE (E LE ABITUDINI) DEGLI ANTICHI ABITANTi

 

ARTE 1

Un’intera città congelata nel legno, nell’istante stesso della catastrofe. Il legno ha conservato l’anima di Ercolano quando l’eruzione del 79 d.C. ha spezzato il flusso del tempo consegnando alla storia un’affascinante città rimasta intatta sotto la coltre piroclastica di circa 20 metri di spessore.
E così, laddove ci si sarebbe atteso di trovare cenere o impronte di elementi lignei, come testimoniato a Pompei, a Ercolano il legno non è bruciato, ma ha conservato forma e aspetto originari, pagando all’eruzione un tributo accettabile: la carbonizzazione.
Un numero enorme di oggetti, tra porte, architravi, finestre, un telaio o una grande pressa forse connessa alla produzione di profumi, è stata restituita negli anni dalla storia, mentre barche e numerosi manufatti legati alle attività marinare – come remi, timoni, argani – sono arrivati ai testimoni di oggi dall’antico litorale della città. Oggetti come la culla della Casa di Granianus, rinvenuta insieme agli esili resti del neonato che vi riposava, un letto con spalliere intarsiate, un armadio con larario a forma di tempietto, assieme a panche, allo sgabello della Casa dei Due Atri, con un motivo a stella realizzato con differenti tipi di legni, e ancora tavolini, una piccola erma, una tavoletta cerata, usata come supporto scrittorio, e persino un portamonete con decorazione a intarsio d’argento, si mostrano adesso, per la prima volta tutti insieme, nell’ambito della mostra Materia. Il legno che non bruciò ad Ercolano, alla Reggia di Portici dal 14 dicembre al 13 ottobre 2023.

ALLA REGGIA DI PORTICI DAL 14 DICEMBRE AL 13 OTTOBRE

 

 

L’ARTE È INGANNO. A PADOVA UNA MOSTRA SUL RAPPORTO TRA COLORE, MOVIMENTO E PERCEZIONE NELL’ARTE

 

“Si può dire che l’arte inganna. Da sempre l’arte ha sfruttato l’illusione e le competenze su come influenzare, indirizzare e ingannare l’occhio. Solo disegnando un punto sullo sfondo, si crea un doppio piano che nella realtà non c’è” afferma Guido Bartorelli, professore di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Padova e co-curatore della mostra “L’occhio in gioco” allestita presso il Palazzo del Monte di Pietà di Padova fino al 26 febbraio 2023.
  L’esposizione riprende nel titolo la famosa mostra The Responsive Eye presentata al MoMA di New York nel 1965, dedicata alle tendenze astratte dell’arte ottica e percettiva allora in voga (di quell’evento ne dà testimonianza un filmato breve, originale girato da un giovane Brian De Palma e disponibile su YouTube), e la declina in una chiave nuova, inedita.

GUIDO BARTORELLI: “L’ARTE È UN GIOCO CHE SA ESSERE ANCHE MOLTO SERIO”

L’ARTE È INGANNO. A PADOVA UNA MOSTRA SUL RAPPORTO TRA COLORE, MOVIMENTO E PERCEZIONE NELL’ARTE

 

ARTE 2

 

“Si può dire che l’arte inganna. Da sempre l’arte ha sfruttato l’illusione e le competenze su come influenzare, indirizzare e ingannare l’occhio. Solo disegnando un punto sullo sfondo, si crea un doppio piano che nella realtà non c’è” afferma Guido Bartorelli, professore di Storia dell’arte contemporanea presso l’Università di Padova e co-curatore della mostra “L’occhio in gioco” allestita presso il Palazzo del Monte di Pietà di Padova fino al 26 febbraio 2023.
  L’esposizione riprende nel titolo la famosa mostra The Responsive Eye presentata al MoMA di New York nel 1965, dedicata alle tendenze astratte dell’arte ottica e percettiva allora in voga (di quell’evento ne dà testimonianza un filmato breve, originale girato da un giovane Brian De Palma e disponibile su YouTube), e la declina in una chiave nuova, inedita.
 
Due sono i binari sui quali viaggia “L’occhio in gioco“. Uno a taglio storico, affidato a Luca Massimo Barbero, è dedicato alle ricerche artistiche che si sono concentrate sul colore, l’ottica, il movimento, la percezione articolandosi dal XIII al XX secolo. Un percorso che abbraccia lavori che vanno da astrolabi rinascimentali fino alla contemporaneità di un Anish Kapoor.

L’altro percorso – a cura dai docenti di psicologia Giovanni Galfano, Andrea Bobbio e Massimo Grassi dell’Università di Padova insieme a Guido Bartorelli -, dischiude un magico mondo a cavallo tra arte e scienza che indaga sulle sperimentazioni condotte all’inizio degli anni Sessanta dagli artisti del Gruppo N in collaborazione con gli studiosi di psicologia della percezione di Padova.

PADOVA · PALAZZO DEL MONTE DI PIETÀ · 

 

 

 

IL VIAGGIO DI ENEA VA IN SCENA AL PARCO DEL COLOSSEO

 

ARTE 3

Dall’Asia Minore al Lazio, attraversando metà del Mediterraneo: è il leggendario viaggio di Enea, il principe troiano che abbandonò la sua città distrutta dalla guerra per fondare altrove un nuovo regno e dare origine alla grande storia di Roma. Dal 2021 la Rotta di Enea è uno dei 48 Itinerari Culturali del Consiglio d’Europa, come sancito dalla solenne cerimonia celebrata lo scorso gennaio nella Curia Iulia del Foro Romano: uno straordinario percorso archeologico che segue filologicamente il viaggio narrato da Virgilio nell’Eneide, toccando siti Unesco (Troia, Delo, Butrinto, Cartagine) e parchi naturali (Monte Ida in Turchia, Parco Nazionale di Butrinto in Albania), per approdare infine nella Città Eterna. 

Da oggi, giovedì 15 dicembre, fino al prossimo 10 aprile, una mostra racconta l’avventura dell’eroe troiano presso il Tempio di Romolo al Foro Romano, nel Parco Archeologico del Colosseo. Ventiquattro preziosi reperti – statue, dipinti, ceramiche di grande valore – provenienti dai musei di mezza Italia ricostruiscono il mito cantato da Virgilio, soffermandosi sui personaggi e sulle storie più amate dagli artisti e dal pubblico nell’antichità. Il percorso inizia dalla rappresentazione del protagonista, Enea, incarnazione delle virtù della tradizione romana – la lealtà, il senso di appartenenza, il rispetto per la famiglia, per lo Stato e per gli dèi – e oggi emblema dell’incontro tra culture diverse e della speranza nel futuro. 

 

IN MOSTRA DAL 15 DICEMBRE AL 10 APRILE

PARCO DEL COLOSSEO – ROMA

 

VIVIAN MAIER. THE SELF-PORTRAIT AND ITS DOUBLE

ARTE 4

“Una fotografia, come diceva Edouard Boubat, è ‘qualcosa strappato alla vita’, nel caso di Vivian Maier, i suoi numerosissimi autoritratti costituiscono una configurazione della sua identità, un’identità che ora ha preso il suo posto in un perpetuo presente, costantemente ripetuto e sotto il sigillo della Storia”. Parole di Anne Morin curatrice, insieme a Loredana De Pace, della mostra “Vivian Maier. The Self-Portrait and its Double” composta da 93 autoritratti che attraversano la misteriosa vita dell’artista americana, in programma nei Magazzini della Corticella del Santa Maria della Scala, a Siena, dal 16 dicembre 2022 al 16 marzo 2023.
 
La mostra ripercorre l’opera della famosa tata-fotografa che, attraverso la fotocamera Rolleiflex e poi anche con la Leica, trasporta i visitatori per le strade di New York e Chicago, dove i continui giochi di ombre e riflessi mostrano la presenza-assenza dell’artista che, con i suoi autoritratti, cerca di mettersi in relazione con il mondo circostante.

 

 “La scoperta tardiva del lavoro di Vivian Maier, che avrebbe potuto facilmente scomparire o addirittura essere distrutto, è stata quasi una contraddizione. Ha comportato un completo capovolgimento del suo destino, perché grazie a quel ritrovamento, una “semplice” Vivian Maier, la tata, è riuscita a diventare, postuma, Vivian Maier la fotografa”, scrive Anne Morin nella presentazione della mostra.
 
Nelle splendide immagini in mostra al pubblico – dal 16 dicembre 2022 al 16 marzo 2023 – al Complesso Museale Santa Maria della Scala vedremo la seconda metà del Novecento con gli occhi e negli occhi di un’icona della storia della fotografia: in una location quanto mai affascinante quale quella della Corticella che torna aperta al pubblico proprio in questa occasione.

 

Dal 16 Dicembre 2022 al 16 Marzo 2023

SIENA

LUOGO: Complesso museale Santa Maria della Scala

INDIRIZZO: Piazza Duomo 1

 

 

FATTORI. L’UMANITÀ TRADOTTA IN PITTURA

 ARTE 5

Sono passati oltre 50 anni dall’ultima mostra presentata a Bologna sul grande maestro livornese: nel frattempo, parallelamente al progredire degli studi, l’interesse nei confronti dei Macchiaioli è andato sempre più crescendo, anche per le importanti rassegne che hanno visto al centro il movimento toscano. L’esposizione a Palazzo Fava vuole restituire, attraverso un excursus temporale e tematico nella poderosa produzione dell’autore, il suo sguardo al contempo innamorato e disincantato sull’esistenza, rivelandone l’inconsapevole poesia che, nonostante tutto, essa nasconde. In tale capacità di “liberare” l’essenza del transitorio, fissandola nei diversi generi pittorici coi quali egli si è confrontato, risiede la modernità di Fattori, intesa come capacità di cogliere l’immutabilità del sentimento umano, l’eternità dietro la contingenza.
 
“La rinnovata attenzione nei confronti dei Macchiaioli è confermata non solo dalla vasta bibliografia ad essi dedicata dal Dopoguerra ad oggi, ma anche dall’interesse mostrato per la loro pittura da istituzioni museali straniere. É quanto emerso nelle fasi di progettazione di una mostra all’interno della quale spiccano autentiche pietre miliari degne delle più prestigiose collocazioni pubbliche. Proprio nell’opportunità di alzare il velo su di esse consiste l’elemento di maggior attrazione della mostra, restituendo un Fattori, se possiamo dirlo, “privato”, meno conosciuto e indagato” dicono le curatrici.

Dal 16 Dicembre 2022 al 01 Maggio 2023

BOLOGNA

LUOGO: Palazzo Fava

INDIRIZZO: Via Manzoni 

 

 

MA?GORZATA MIRGA-TAS. DA SCHIFANOIA: RE-INCANTARE IL MONDO

ARTE 6

Presentata per la prima volta al pubblico nel 2022 in occasione della 59. Biennale di Venezia, l’installazione Da Schifanoia: re-incantare il mondo dell’artista rom-polacca Ma?gorzata Mirga-Tas arriva ora a Ferrara. Nonostante non sia mai stata esposta in città, è come se l’opera tornasse a casa: un ritorno (anabasis) di carattere simbolico con cui l’artista si propone di ripagare il debito contratto con la città estense. La mostra si svolge infatti dove tutto è cominciato, dalla storia e dai monumenti diventati fonte di ispirazione del suo lavoro. 

Mirga-Tas ha visitato per la prima volta Ferrara insieme ai curatori Wojciech Szyma?ski e Joanna Warsza quando stava immaginando l’installazione per la Biennale di Venezia. Durante la sua permanenza si è soffermata sugli affreschi di Palazzo Schifanoia, proprio come avevano fatto prima di lei, tra gli altri, lo storico e studioso dell’arte tedesco di origini ebraiche Aby Warburg e la scrittrice scozzese Ali Smith. Ha visto i luoghi immortalati dallo scrittore ferrarese Giorgio Bassani, ammirato le opere di grandi maestri come Francesco del Cossa ed Ercole de’ Roberti, scoperto la figura del duca Borso d’Este, mecenate dei due artisti e committente del Salone dei Mesi.

 

Dal 18 Dicembre 2022 al 10 Aprile 2023

FERRARA

LUOGO: Castello Estense

 

 

LABIRINTI DELLA VISIONE. LUIGI GHIRRI 1991

ARTE 7

 

Nel trentennale della sua scomparsa anche Parma intende rendere omaggio a Luigi Ghirri, uno dei più grandi maestri della fotografia italiana la cui fama ha oltrepassato i confini nazionali, con “Labirinti della visione. Luigi Ghirri 1991” una mostra originale, visitabile ad ingresso gratuito, che sarà ospitata nelle sale di Palazzo del Governatore dal 17 dicembre 2022 fino al 26 febbraio 2023.
 
L’iniziativa, organizzata dal Comune di Parma in collaborazione con CSAC – Centro Studi e Archivio della Comunicazione dell’Università di Parma e Archivio Eredi Luigi Ghirri, si iscrive nel ricco calendario di eventi del progetto “Vedere Oltre” promosso dalle città di Reggio Emilia, Modena e Parma, alle quali Luigi Ghirri era particolarmente legato e fondamentali per la sua produzione artistica, con il sostegno della Regione Emilia-Romagna e di APT Servizi Emilia-Romagna. 
 
L’esposizione, curata da Paolo Barbaro e Claudia Cavatorta, prende le mosse dalle fotografie che Luigi Ghirri lasciò al CSAC in occasione della pubblicazione del volume “Viaggio dentro un antico labirinto”, realizzato con Arturo Carlo Quintavalle e pubblicato nel 1991, in sostanza l’ultima monografia del grande fotografo che sarebbe scomparso nel febbraio dell’anno seguente. Le 153 fotografie che costituiscono il nucleo della mostra erano state realizzate da Ghirri per allestire il mockup del libro: le stampe erano strumento per progettare l’impaginazione, media per imporre il controllo accurato della resa tipografica delle immagini, ma soprattutto strumento di dialogo con Quintavalle per la stesura del testo. 

Dal 17 Dicembre 2022 al 26 Febbraio 2023

PARMA

LUOGO: Palazzo del Governatore

 

 

 

 

LA COLLEZIONE RIVELATA. CARTE E LIBRI D’ARTISTA DAL LABORATORIO D’ARTE GRAFICA DI MODENA

ARTE 8

Una mostra dedicata alla stampa originale d’arte, per rendere omaggio a due storiche realtà modenesi: la Biblioteca Poletti – aperta 150 anni fa, nel 1872 grazie al lascito dell’omonimo architetto, che volle dotare la sua città di una biblioteca pubblica utile per gli studi di arte e architettura – e il Laboratorio d’Arte Grafica di Modena, guidato da Roberto Gatti e da Anna Maria Piccinini, che dal 1979 coinvolge e affianca artisti di rilievo nazionale e internazionale. Due luoghi di diffusione, valorizzazione e custodia della grafica d’arte da cui sono passati grandissimi artisti.
 
“La collezione rivelata. Carte e libri d’artista dal Laboratorio d’Arte Grafica di Modena”, dal 17 dicembre al 19 marzo 2023 a Modena, nella duplice sede del Complesso San Paolo e della Biblioteca Poletti, è un  percorso, attraverso le carte a stampa realizzate dal Laboratorio, che propone alcune delle opere più significative “nascoste” tra le cassettiere dell’archivio. Il Laboratorio d’Arte Grafica di Modena ha prodotto in 43 anni quasi 2000 stampe originali, coinvolgendo artisti di diverse generazioni, operanti dalla metà del Novecento ad oggi, da Enzo Trevisi a Zofia Zaccaria, da Roberto Barni a Zhang Hong Mei, costituendo un archivio eterogeneo di stampe originali e libri d’artista, formato da opere create da autori di fama internazionale, accanto a semplici appassionati di arte incisoria. Questa retrospettiva espone 194 opere di 78 artisti di estrazione diversa: da Mimmo Paladino a Joe Tilson, da Carla Accardi a Mimmo Germanà, da Pablo Echaurren a Franco Guerzoni, da Enrico Della Torre, fino a Franco Vaccari, Ferdinando Scianna e Sandro Martini, solo per citarne alcuni.

Dal 17 Dicembre 2022 al 19 Marzo 2023

MODENA

LUOGO: Complesso San Paolo / Biblioteca Poletti

 

 

 

I CREATORI DELL’EGITTO ETERNO. SCRIBI, ARTIGIANI E OPERAI AL SERVIZIO DEL FARAONE

ARTE 9

 

La Città di Vicenza annuncia l’esposizione “I creatori dell’Egitto eterno. Scribi, artigiani e operai al servizio del faraone”, che sarà allestita all’interno della Basilica Palladiana dal 22 dicembre 2022 al 7 maggio 2023.
La mostra, curata dal Museo Egizio, da Cédric Gobeil, Paolo Marini, Corinna Rossi, sotto il coordinamento del direttore del Museo Egizio, Christian Greco, costituisce la terza e ultima tappa del ciclo di eventi di rilievo internazionale “Grandi Mostre in Basilica”, ideato dalla Città di Vicenza per valorizzare le eccellenze culturali della città.
 
La mostra verrà presentata ufficialmente alla stampa lunedì 17 ottobre alle 12.00 a Vicenza, a Palazzo Trissino, alla presenza del direttore Christian Greco e dei curatori, che insieme all’Amministrazione cittadina approfondiranno i temi del percorso espositivo.

La mostra è ideata e promossa dal Comune di Vicenza e dal Museo Egizio in collaborazione con il Centro Internazionale di Studi di Architettura Andrea Palladio e la Fondazione Teatro Comunale Città di Vi­cenza; la promozione e l’organizzazione sono curate da Marsilio Arte, che ne pubblica il catalogo.

Dal 22 Dicembre 2022 al 07 Maggio 2023

VICENZA

LUOGO: Basilica Palladiana

 

 

 

[responsivevoice_button buttontext="Leggi articolo" voice="Italian Female"]

News dal Network

Promo