È ripartita nel peggiore del modi la corsa di Kevin McCarthy alla poltrona di speaker della Camera del Congresso americano. Anche la settima chiamata alle urne si è conclusa con un niente di fatto. Biden attacca: “Un caos imbarazzante, il resto del mondo ci guarda”.
Kevin McCarthy, 57 anni, eletto in California, nella passata legislatura leader di minoranza, per essere eletto aveva bisogno di ottenere 218 voti, ma ha perso 19 voti nelle prime due votazioni, e 20 nelle ultime quattro. Erano cento anni che la carica veniva assegnata al primo turno.
Alla confusione del momento si aggiunge anche un dramma politico e istituzionale: in sostanza, il Paese più potente al mondo è privo del suo organo legislativo. Senza la figura dello speaker, infatti, gli eletti – compresi quelli in carica da decenni – non possono giurare e non possono essere adottati i nuovi regolamenti, senza i quali il processo legislativo non può partire.
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22:09
Fumata nera per McCarthy anche nello scrutinio numero nove
Con la nona votazione in corso alla Camera per eleggere lo Speaker, il repubblicano Kevin McCarthy si avvia a perdere per la nona volta. Dopo appena cento voti annunciati, il candidato ufficiale del partito ha già perso sette voti. Poteva perderne al massimo quattro per poter essere eletto.
L’unica possibilià è che qualche repubblicano non voti, abbassando il quorum, e che chi ha votato contro McCarthy cambi prima della fine del conteggio. Ma non è mai successo nelle precedenti otto votazioni
21:54
Via al nono scrutinio. C’è un nuovo candidato: Kevin Hern
Alla Camera dei Rappresentanti americana è iniziata la nona votazione per l’elezione dello Speaker. Oltre al leader Gop, Kevin McCarthy, che non demorde, e al suo rivale Byron Donalds, si è aggiunto un altro candidato repubblicano: Kevin Hern. Il candidato dei democratici resta Hakeem Jeffries.
21:41
Cresce la frustrazione. Perry: ”Accordo? nemmeno ne parliamo”
Cresce la frustrazione fra i membri repubblicani della Camera dei Rappresentanti per la mancata elezione di Kevin McCarthy a Speaker, ostacolata da una parte del Gop, che continua a votare per Byron Donalds. McCarthy ha tuttavia detto alla Cnn che non demorde e che alla fine vincerà.
Ma prima occorre trovare un accordo nel partito e secondo Scott Perry, deputato repubblicano che vota Donalds, “non stiamo nemmeno parlando veramente di un accordo”
21:23
Anche nell’ottavo scrutinio solo 201 voti per McCarthy
Kevin McCarthy non ce l’ha fatta nemmeno nell’ottava votazione per l’elezione dello Speaker della Camera dei Rappresentanti statunitense. Il leader Gop si è fermato a 201 voti sui 222 totali di cui dispongono i repubblicani. Gliene servono 218 per essere eletto. Il suo rivale di partito, Byron Donalds, ne ha ottenuti 17 (due in meno rispetto alla votazione precedente), mentre il candidato democratico, Hakeem Jeffries, ne ha raccolti ancora una volta 212. Si andrà, quindi, a un nono scrutinio, anche se non sembra ancora raggiunto un accordo nel Gop.
21:01
McCarthy: “Avanti così fino a quando non arriverà un accordo”
“Andrà tutto avanti così fino a quando non arriverà un accordo” e quando arriverà “vincero'”. Lo ha detto alla Cnn il leader Gop, Kevin McCarthy, commentando l’esito dell’ottava votazione per l’elezione dello Speaker della Camera dei Rappresentanti. “È più facile se riusciamo a trovare un accordo tutti insieme”, ha aggiunto McCarthy, che si e’ fermato anche questa volta a quota 201 voti sui 222 di cui dispongono i repubblicani.
20:27
McCarthy non ha i voti neanche all’ottavo scrutinio
Il leader Gop Kevin McCarthy non ha i voti per essere eletto Speaker della Camera nemmeno nell’ottava votazione. Byron Donalds, altro candidato repubblicano, ha infatti già ottenuto 6 voti, un risultato che impedisce a McCarthy di vincere
20:08
Al via l’ottava votazione
È iniziata l’ottava votazione per eleggere lo speaker della Camera, il successore di Nancy Pelosi
20:02
McCarthy si ferma a 201 voti (ne servono 218)
Il leader Gop si è fermato a 201 voti sui 222 di cui dispongono i repubblicani. Gliene servono 218 per essere eletto. Il suo rivale di partito, Byron Donalds, ne ha ottenuti 19, mentre il candidato democratico, Hakeem Jeffries, ne ha raccolti 212.
Un voto repubblicano è andato all’ex presidente Donald Trump e un altro voto non è andato a nessuno dei candidati. Ci sarà quindi un ottavo scrutinio, anche se manca ancora l’accordo nella risicata maggioranza repubblicani.
19:29
Ennesima fumata nera, si va all’ottavo scrutinio
McCarthy non ce la fa, si va all’ottavo scrutinio. È arrivata la settima fumata nera per l’elezione dello speaker della Camera.
19:03
Matt Gaetz ha votato per Donald Trump
Il repubblicano Matt Gaetz ha votato per Donald Trump nella settima votazione per l’elezione dello Speaker della Camera dei Rappresentanti.
18:49
McCarthy non ha i voti, si va verso l’ottava votazione
Il leader Gop Kevin McCarthy non ha i voti per essere eletto Speaker della Camera dei Rappresentanti nella settima votazione iniziata pochi minuti fa. Byron Donalds, altro candidato repubblicano, ha infatti già ottenuto 7 voti, un risultato che impedisce a McCarthy di vincere
18:36
Chip Roy, il capo dei ‘ricattatori’ (di Massimo Basile)
In due giorni di votazioni e tensioni alla Camera è diventato il volto dei “ricattatori” del Partito repubblicano: Charles Eugene ‘Chip’ Roy, nella sua battaglia contro il candidato ufficiale del partito, Kevin McCarthy, alla carica di Speaker, ha portato al Congresso la durezza da avvocato in stile texano, anche se nato in Maryland e cresciuto in Virginia, la stessa che aveva conquistato uno dei big del partito, il senatore del Texas Ted Cruz, che per questo lo aveva chiamato a Washington per diventare il capo del suo staff personale.
Ma è in Texas che Roy si è formato, dopo aver studiato alla University of Texas School of Law, dove avrebbe incontrato la futura moglie, Carrah. Quello era il tempo in cui pensava che avrebbe fatto l’avvocato per tutta la vita ma un evento cambiò la sua vita: gli attacchi terroristici dell’11 settembre 2001.
Chip Roy, il capo dei ‘ricattatori’ (di Massimo Basile)
“Ero a scuola quel giorno – ha raccontato – tutto si è cristallizzato nella mia mente. Lì ho capito che avrei dovuto dare tutto me stesso per il servizio pubblico”. Tradotto: fare politica, oltre a praticare da avvocato. È stato così che Roy ha lavorato nel campo della riforma della giustizia e fatto da consigliere sui temi dell’immigrazione sotto l’amministrazione di George W. Bush.
Nel 2012 la vera svolta, con l’ingresso nello staff di Cruz, da cui ha preso l’intransigenza, l’andare contro tutto e tutti a testa bassa, e una linea che lo ha portato nell’alveo della destra più dura. L’opposizione a McCarthy lo ha messo di nuovo al centro di tutto, ma non come pensava: e’ stato attaccato dai compagni di partito, ha ricevuto insulti dai suoi elettori.
Lui, finora, ha mantenuto la posizione di sempre: dopo aver annunciato il voto contrario al candidato ufficiale dei Repubblicani, ha parlato all’aula per lanciare quella di Byron Donalds, un altro esponente ultraconservatore. Dicono che più viene attaccato, più si esalta. Oggi, alla settima votazione, gli occhi di molti saranno ancora una volta su di lui. Se dovesse votare contro, sarebbe un segnale negativo per McCarthy, perche’ si porterebbe dietro gli altri.
18:35
MCarthy e Jeffries nominati come candidati speaker
Come previsto, il leader Gop Kevin McCarthy e il democratico Hakeem Jeffries sono stati nominati per la settima votazione nell’elezione dello speaker della Camera dei Rappresentnti Usa. A breve si terrà la votazione.
18:35
Al via la settima votazione
È iniziata alla Camera dei Rappresentanti la settima votazione per l’elezione del nuovo speaker.
18:32
Biden: “Rafforzare la frontiera e cambiare le norme sull’immigrazione”
Mentre la situazione al Congresso diventa sempre più confusa e imprevedibile, Biden rilancia sul tema dell’immigrazione. “Rinforzare la nostra frontera” sarà la questione chiave della visita del presidente americano in Messico la prossima settimana.
Al contempo, Joe Biden ha detto di avere inviato al Congresso “un atto legislativo che rivedrebbe completamente il meccanismo della immigrazione, che per molto tempo non ha funzionato”, ha detto parlando alla Casa Bianca.
18:30
È iniziata la seduta per la settima votazione
Alla Camera dei Rappresentanti americana è iniziata la seduta per la settima votazione per l’elezione del presidente dell’assemblea. Ieri, dopo sei fumate nere, viste le divisioni interne al Gop, e dopo una trattativa che ha aperto spiragli ma che non è stata risolutiva, la Camera ha approvato una mozione con cui si e’ chiesto il rinvio della settima votazione che si svolgera’ a momenti.
È stato Kevin McCarthy, leader dei Repubblicani e candidato in questa elezione, a dirsi contrario a che il nuovo voto si svolgesse a ridosso dei precedenti scrutini, come inizialmente previsto.
18:11
Musk: “McCarthy dovrebbe essere speaker della Camera”
“Kevin McCarthy dovrebbe essere lo speaker della Camera”. Anche Elon Musk, con un tweet, entra nel dibattito sullo stallo politico che si e’ creato per l’elezione dello speaker della Camera negli Stati Uniti, con McCarthy che è stato bocciato in sei votazioni.
agi
