Un piacere, un’abitudine, a volte un bisogno, o persino una dipendenza, stiamo parlando del caffè, la bevanda più consumata al mondo, dopo l’acqua.
L’analisi dei consumi del caffè mette immeditatamente in luce un aspetto caratteristico: l’abitualità dei consumi stessi.
Chi consuma caffè, solitamente, lo fa in maniera metodica e abitudinaria, tanto da associare il consumo del caffè ad un momento specifico della giornata, quasi come se il caffè servisse a scandire il tempo, una sorta di rituale giornaliero da svolgere abitualmente.
Secondo le ultime indagini condotte da Largo Consumo, il caffè più “gettonato” è certamente quello del mattino, seguito da quello a metà mattinata, post pranzo e del primo pomeriggio. Gli irriducibili della caffeina, poi, apprezzano anche una tazza di caffè dopo cena, prima di andare a letto, in assoluta controtendenza con la funzione energizzante della caffeina.
Si è tanto discusso degli effetti della caffeina sull’organismo, una querelle ancora aperta e largamente dibattuta tra quanti avallano gli effetti benefici del caffè, e altri che fanno rientrare il consumo del caffè nella categoria delle dipendenze.
Termini recentemente coniati quali “caffeismo” o “assuefazione da caffè” derivano proprio dalle tesi dei sostenitori degli effetti negativi derivanti da un consumo sproporzionato di caffè.
Tuttavia, è altrettanto scientificamente provato che un consumo moderato di caffè comporti numerosi vantaggi all’organismo quali maggiore attenzione, prontezza e concentrazione, agendo come una specie di “brain food” (cibo per il cervello) più che mai prezioso ed utile nelle nostre abitudini alimentari.
Pensando al caffè non si può non evocare la cultura partenopea, dove il caffè non è una semplice bevanda, ma un vero e proprio culto, a metà tra vanto popolare e icona stessa di Napoli nel mondo.
Eppure, c’è stato un tempo in cui, per pura superstizione, il caffè era visto con “cattivo occhio”, ovvero quando, alle origini, a causa degli inspiegabili effetti sul sonno, oltre che per il colore scuro, era noto come la “bevanda del diavolo”.
Oggi la simbiosi caffè – superstizione ritorna sugli scaffali con il caffè a marchio Fortuna, il cui slogan recita il piacere del buon caffè che porta bene.
All you need is coffee, allora, meglio se porta bene.
