80 anni sembrano lontani. Chi sa cosa accade il 2 febbraio 1943? Direi un’infima minoranza. Eppure, lì furono messe le basi de facto della lunga stabilità di cui l’Europa ha goduto fino al 31 marzo 1991. Dopo nulla fu mai come prima. Quei tragici eventi diedero il primo segnale di come sarebbero andate le vicende geo-politiche che portano all’oggi.
Renato Guttuso dopo un viaggio che lo impressionò favorevolmente, al suo ritorno scrisse: “Quando parlo di uomini di cultura, mi riferisco a coloro che della cultura hanno una concezione attiva ed umana, non agli snob dei vari specialismi, e non gli amici della morte, della corruzione, della sfiducia.”
Sempre attuale rimane la poesia di un combattente per la libertà: Konstantin M. Simonov
Aspettami ed io tornerò
Aspettami ed io tornerò,
ma aspettami con tutte le tue forze.
Aspettami quando le gialle piogge
ti ispirano tristezza,
aspettami quando infuria la tormenta,
aspettami quando c’è caldo,
quando più non si aspettano gli altri,
obliando tutto ciò che accadde ieri.
Aspettami quando da luoghi lontani
non giungeranno mie lettere,
aspettami quando ne avranno abbastanza
tutti quelli che aspettano con te.
Aspettami ed io tornerò,
non augurare del bene
a tutti coloro che sanno a memoria
che è tempo di dimenticare.
Credano pure mio figlio e mia madre
che io non sono più,
gli amici si stanchino di aspettare
e, stretti intorno al fuoco,
bevano vino amaro
in memoria dell’anima mia…
Aspettami. E non t’affrettare
a bere insieme con loro.
Aspettami ed io tornerò
ad onta di tutte le morti.
E colui che ormai non mi aspettava,
dica che ho avuto fortuna.
Chi non aspettò non può capire
come tu mi abbia salvato
in mezzo al fuoco
con la tua attesa.
Solo noi due conosceremo
come io sia sopravvissuto:
tu hai saputo aspettare semplicemente
come nessun altro.
