CHI E’ IL GENERALE BELLOMO

Non tutti sanno chi è stato il generale Bellomo. Se non fosse  per la strada per la quale una volta si andava a Bitritto e rasenta Torre Tresca, pochi saprebbero di questa persona.

Oggi, grazie a wikipedia chiunque può documentarsi dei dettagli della sua storia.

Barese, ha combattuto nella prima guerra mondiale -riportando una medaglia d’argento al valor militare- e poi nella seconda guerra mondiale riportando nuovamente una medaglia d’argento per aver salvato il porto di Bari dal tentativo di sabotaggio dei tedeschi all’indomani dell’armistizio.

Appena un mese dopo il suo insediamento al comando della legione di Bari (quando eravamo alleati dei tedeschi e nemici degli inglesi) ha sventato il tentativo britannico di sabotare l’acquedotto pugliese catturando tutti gli artefici di tale missione. Salvò questi prigionieri dal linciaggio che i baresi avrebbero compiuto.

Poi a guerra finita subì un processo che si potrebbe definire farsa da parte di una corte marziale inglese che portò alla sua fucilazione; l’unico caso del genere in tutta la seconda guerra mondiale. La ingiusta decisione sembra sia stata ispirata dal piemontese Badoglio assieme all’altro piemontese Re Vittorio Emanuele che temevano il carisma del barese.

Una pagina terribile che non può considerarsi chiusa fino alla dichiarazione inequivocabile della fulgidità dell’esempio offerto da questo vero eroe d’altri tempi.

Come mai a tutt’oggi si trova il tempo per ricordare di tutto e non questo barese che ha salvato la Puglia dalla sete? Come mai il tentativo di sabotare l’acquedotto viene dimenticato laddove è ben difficile sostenere che un acquedotto sia un obiettivo militare? Come mai non si è pensato a conferirgli una medaglia d’oro al valor militare per i tanti meriti e per l’estremo sacrificio? La guerra che si avvicina può avere come obiettivo le infrastrutture civili come le forniture di acqua, luce, telefoni,…? Sembra di sì… che si attende a pensare seriamente a utilizzare la costosa macchina diplomatica per sventare tali rischi? La concentrazione dei pagamenti nelle strutture elettroniche (che sono gli acquedotti dell’oggi) non le espone a blocchi informatici devastanti?

In attesa delle risposte riteniamo che Torre Tresca (ove gran parte di questi accadimenti si sono verificati) venga preservata, restaurata e trasformata in un luogo della memoria per consentire alle nuove generazioni di sapere e ricordare un grandissimo barese di cui tutti dovrebbero andare fieri.

CANIO TRIONE

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