Chiesa: ‘pronto soccorso’ dell’anima, on line un servizio ad hoc per fedeli smarriti

Il colloquio col don in una ‘stanza virtuale’ per sessanta minuti, perditempo e molestatori ‘bannati’ ed espulsi Un ‘pronto soccorso’ per l‘anima. On line è attivo un servizio ad hoc per fedeli che si sentono smarriti. Salus animarum si presenta come la prima piattaforma di assistenza spirituale on line che si rivolge “ai fedeli cattolici di tutto il mondo e di ogni età.

Giovani o meno giovani, padri o madri di famiglia, più in generale qualsiasi persona senta il bisogno di avere un colloquio personale con un sacerdote per ottenere conforto spirituale, risposte ai propri dubbi ed orientare al meglio la propria vita”.

Il sacerdote offre, a titolo gratuito, sessanta minuti del suo tempo previa iscrizione. “Si tratta di una forma di colloquio spirituale che in nulla è assimilabile alla confessione sacramentale”, precisa Salus Animarum a scanso di equivoci, ricordando che per ricevere il sacramento della confessione è necessaria la presenza reale del sacerdote. Il colloquio è un incontro a distanza in video streaming tra sacerdote e fedele per “parlare insieme” affinché il fedele possa trovare risposte alle proprie domande. I colloqui, dunque, avvengono all’interno di una “stanza virtuale” alla quale accedono da remoto il don e il fedele.

Si può accedere da qualsiasi dispositivo (PC, Tablet, Mobile) attraverso una pagina web apposita. C’è bisogno di dare il proprio consenso all’utilizzo della videocamera e del microfono.

La durata del colloquio è di sessanta minuti:” In casi particolari, – spiegano gli ideatori del ‘pronto soccorso dell’anima’ – previa disponibilità del sacerdote, può durare anche di più, ma, per evitare di abusare del tempo messo a disposizione dai sacerdoti, abbiamo posto un limite massimo di 60 minuti. Il fedele potrà poi proseguire il suo percorso di assistenza spirituale prenotando successive sessioni di colloquio nelle settimane successive. Gratuito”.

Salus Animarum invita perditempo e molestatori ad astenersi: “Il sacerdote può interrompere la comunicazione laddove ravvisi una grave necessità (nel caso in cui, ad esempio, in video-call sorgessero situazioni di imbarazzo, ovvero si accusasse il sacerdote o lo si incalzasse con linguaggi scurrili e irriguardosi). In questo caso, il fedele sarà segnalato e il suo accesso alla piattaforma sarà immediatamente bloccato per sempre”.

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