C’è tanta bellezza in questa Italia mia da abbagliare gli occhi, colmare i cuori anche d’amor più esigenti.
Osservare un cielo che trova similitudine finanche nelle volte celesti delle chiese non è cosa rara. Stupore nei borghi con i loro vicoli, in ricordo di voci e sapori lontani.
Passeggiare tra essi ammalia il cuore, rafforza la creatività.
Dovrebbe essere consigliato visitarli poiché verità e rivelazioni emergono dalle ceneri del tempo. Un’aura avvolge i sensi fino a mutare il pensiero al pari di un aquilone planando in un volo interdimensionale.
Colori accattivanti e architetture maestre agghindate da balconi fioriti, spingono chi si ama a ricordare quanto ciò sia importante poiché armonico tale sentimento; vivere la bellezza assoluta in siffatti luoghi porta la mente in ogni posto del mondo. Il sole si insinua tra essi a indicare la via, accogliendo coloro che si lasciano cogliere dal fato con rondini a contorno nel cielo, grondaie con nidi e più in basso piccole fenditure, osservatori di una materia antica, sfiorate dalla luce quasi come una carezza. In molti si scorge il mare, in tanti il paesaggio circostante intriso di fiori dai mille colori variegati ed ancora torri, castelli, spighe di grano incolto vicino a muri millenari.
Pietre a terra segnate dalle carrozze concepite da mani sapienti lasciano il posto ai viandanti con occhi curiosi attenti fotografi di ogni dettaglio.
Alcune donne davanti casa con estrema destrezza, riescono a incantare grandi e piccini con un gioco di mani tanto portentoso quanto gustoso visto il risultato frutto di una lunga tradizione. Una pasta quella generata unica nel suo genere. Moltissimi gli archi come a presagire un passaggio simbolico, un po in la finestre aperte con tende al vento che sembrano salutare il passante, esercitando un fascino particolare.
E’ primavera conforto dell’anima soave canto per gli occhi, quale migliore modo per viverla se non entro una meta dei sensi, la nostra bellissima Italia.
Vincenzo Naturale
