Alla vigilia della Pasqua un gesto per far rinascere la vita in un luogo, le carceri, dove spesso regna il disagio o la disperazione.
È questo il senso dell’iniziativa dell’Ispettorato Generale dei cappellani delle carceri e dell’associazione “Prison Fellowship Italia” che ha donato ottomila Bibbie a 100 istituti penitenziari italiani ai detenuti impegnati in percorsi spirituali, di formazione e catechesi.
“L’auspicio” – spiega il Segretario Generale della CEI, Mons. Giuseppe Baturi, Arcivescovo di Cagliari – “è che possa rinascere vita laddove sembra albergare spesso il disagio o la disperazione. La Pasqua dice che è possibile sperare in una vita anche in quei luoghi che parlano di morte o di mortificazione. Noi crediamo in Cristo che libera da tutte le catene in tutti i contesti; ogni uomo ha diritto a ricevere questo annuncio”.
“La Bibbia è uno strumento che offriamo per la rinascita spirituale dei detenuti” – sottolinea don Raffaele Grimaldi, Ispettore generale dei cappellani delle carceri d’Italia – “perché possano riprendere in mano la loro vita. La Parola di Dio aiuta a essere consapevoli del male fatto e a scoprire le potenzialità di ciascuno”.
Dello stesso avviso Marcella Clara Reni, presidente di “Prison Fellowship Italia” che dichiara: “Attraverso alla Bibbia, i detenuti possono entrare nel Mistero della salvezza che riguarda loro e le famiglie. Conoscere Gesù, unico salvatore, li aiuta a pensare sé stessi e gli altri in modo nuovo. Lo stiamo sperimentando con l’itinerario educativo chiamato ‘Il Viaggio del Prigioniero’, che presenta la figura di Gesù detenuto così come è raccontato nelle pagine del Vangelo di Marco”.
Le Bibbie saranno distribuite ai carcerati attraverso i cappellani e i volontari dell’associazione.
Marica Spadavecchia
