Nico Cirasola: esequie nel pomeriggio a Roma, a Bari un suo ricordo dopo Pasqua

Impossibile narrarlo in breve, per racconto o immagini, l’appena scomparso, a soli 72 anni, Nico Cirasola. Il geniale ed eccentrico cineasta pugliese che, nonostante il Cinema dei grandi budget non lo abbia certo favorito, è riuscito lo stesso a farsi un nome con le sue forze e pochi contributi. Film realizzati in assoluta economia, ma diventati cult, un aneddoto per tutti: quando cioè, avvisato di notte, si presentò in un baleno a Trani sul set di “Sabato, domenica e lunedì” per salutare l’indimenticabile Lina Wertmuller, ma anche chiederle, se possibile, di poter recuperare da lei tutti gli spezzoni avanzati e non utilizzati di pellicola. Quelli con cui ha poi potuto girare, cronometro alla mano – e un «buona la prima!» anche perché forzatamente l’unica!? – alcune delle scene del suo film Da Do Da. E non a caso la foto che abbiamo scelto per questo articolo è quella con lui al centro tra Simona Izzo e Ricky Tognazzi (lì a Bari, nel 1994, per la prima del loro Maniaci Sentimentali) ma con il manifesto di questo suo film, allora in sala, alle spalle. E qui un altro aneddoto, e che ci riguarda personalmente, giusto per raccontare chi era Nico e l’intensità di un rapporto cominciato all’indomani del suo primo film Odore di pioggia (1990): fu infatti parlando di questo suo nuovo lungometraggio in produzione (e il cui titolo sarebbe dovuto essere “Bari – New York andata e ritorno”) che non resistette alla tentazione di accennare con un  «da, da, da…» il tema musicale della colonna sonora che, come al solito, portava la firma del grande compositore e amico barese Nino Lepore…Beh, ci volle un attimo perché, pensando a quel “da” che in pugliese è anche un “là” e poi pure a un “do” che significa “qui”,  ed ecco che, preposizione – avverbio – avverbio, ne è uscito fuori un titolo di film,  appunto “Da Do Da”,   che più breve e musicale di così, e allo stesso tempo che più pugliese di così non lo si poteva immaginare.Nato a Gravina ma di origini bitontine (quanto basta anche a spiegare meglio il legame con il regista Pippo Mezzapesa e con il poliedrico Michele Mirabella) impossibile nel nostro breve ritratto non accennare al suo più noto e premiato film,  Focaccia Blues:  «la vera storia della focaccia che mangiò l’hamburger»  che ha girato il mondo raccontando di un panificio altamurano che, apertosi vicino ad un fast food della Mc Donald’s, in nemmeno un anno lo costrinse a chiudere per mancanza di clienti. Un docu-film che era un vero proprio manifesto culturale della assoluta eccellenza dei prodotti pugliesi che ha davvero girato il mondo e per cui, giusto citarli, si sono prestati gratuitamente e “per amor di Patria” nientemeno che artisti del calibro di Renzo Arbore, Lino Banfi, Michele Placido e con un contributo pure dell’ex governatore Nichi Vendola. Troppi per citarli veramente tutti gli attori, in massima parte pugliesi, che hanno lavorato con lui o  ha portato alla ribalta nazionale, ricordiamo comunque – oltre ai suoi figli Luca, Claudia  e Dionisia – e a partire dal suo preferito, Totò Omnis: Mino Barbarese, Teodosio Barresi,  Valentina Chico, Gianni Colajemma, Grazia Daddario, Mingo De Pasquale, Nino Frassica, Claudia Grismayer, Frank Lino, Laura Marinelli, Dante Marmone, Giovanni Pellegrino, Annarita del Piano, Tiziana Schiavarelli, Chantal Ughi, Diego Verdegiglio  ed Edoardo Winspire. A cui non possiamo non aggiungere, a questo punto, anche Sabrina Colle, per la sua partecipazione straordinaria al film Bell’ Epokér dove tra le righe Cirasola mette in scena, nel suo inconfondibile stile e al di là delle vicende giudiziarie, tutta una sua verità – non sappiamo quanto personale – sull’incendio che distrusse nel 1991 il famoso Teatro Petruzzelli di Bari.  Attore, sceneggiatore, montatore e film-maker a tutto tondo, con lui se ne va, come qualcuno l’ha pure definito, il più grande ambasciatore di Puglia del mondo del Cinema. Sempre la Puglia e il Cinema nel cuore, e col cuore oltre la meta, vogliamo chiudere con un ultimo ricordo insieme: la spedizione da lui guidata e partita da Corato in camper, a pochissimi giorni dal terremoto che nel 2009 distrusse L’Aquila, per portare per qualche giorno un po’ di conforto, attraverso la proiezione di film, a quel fiero popolo abruzzese accampato in tende e casette di fortuna dopo la sciagura che gli aveva tolto tutto. Sgomento e cordoglio generale per la sua scomparsa in tutti gli ambienti e non solo pugliesi, subito una accorata lettera pubblica a nome della Città del sindaco Metropolitano Antonio Decaro, rivolta alla moglie Lucia Diroma e ai figli, le esequie avranno luogo oggi a Roma, alle h. 16 e 15, nella chiesa di S. Elena a via Avellino n. 4. E comunque una serata tutta dedicata al suo ricordo, a nome dell’AGIS, è già prevista a Bari, appena dopo le festività pasquali, ma in data ancora da definirsi. Enrico Tedeschi (ha collaborato Giorgia Lecce Coccia)

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