Timidi segnali di speranza sull’imminente missione di pace promossa da Papa Francesco e affidata al Presidente della Cei, card. Matteo Zuppi.
Si parte dalla disponibilità di Mosca all’iniziativa del Vaticano, che lascia ben sperare in un esito positivo della missione.
L’importante, ha spiegato il segretario di Stato card. Pietro Parolin in vari incontri con la stampa, è rimuovere tutti gli ostacoli per creare un clima che possa favorire la cessazione del conflitto, cercando di trovare la giusta mediazione tra le varie parti, considerando anche la minaccia nucleare che rischia di aggravare il conflitto in atto.
Il card. Pietro Parolin ha comunque ribadito il concetto che al momento non c’è nulla di concreto nella missione del card. Matteo Zuppi, ma sicuramente si partirà, in una prima fase, interpellando le due nazioni in guerra, l’Ucraina e la Russia.
Non è escluso che nel dialogo di pace possano intervenire, in una seconda fase, anche gli Stati Uniti e la Cina.
L’importante, comunque, è non perdere mai la speranza per un esito positivo della missione Vaticana.
Marica Spadavecchia
