Continua ad Acerra lo sciopero della San Giorgio

«Saremo sempre dalla parte dei lavoratori, dei giusti, di chi combatte per i propri diritti, continuamente calpestati. Quel che accaduto è molto grave. Non si parla di un’azienda in crisi, anzi, è il contrario, si tratta di un’impresa che sta vedendo crescere il primo fatturato, eppure 4 operai sono stati licenziati. Il motivo di questi provvedimenti sarebbe legato alla richiesta di poter avere aria climatizzata, calda d’inverno, dato che i capannoni sono esposti alle intemperie, e fresca d’estate, e condizioni igienico-sanitarie decorose nei bagni. Ad alcuni operai sarebbe stato detto di cambiare sindacato, attualmente la Fiom, per poter riaprire le trattative».

Queste le parole del deputato dell’alleanza Verdi-Sinistra Francesco Emilio Borrelli che, assieme al portavoce territoriale di Europa Verde Rosario Visone ed altri esponenti del Sole che Ride, sta supportando decine di dipendenti dello stabilimento Cosit di Acerra (Napoli) che stanno manifestando davanti ai cancelli del gruppo San Giorgio nella zona industriale della città, contro il licenziamento di alcuni operai avvenuto la scorsa settimana.

«Sono già stato lincenziato una volta per uno sbaglio dell’azienda. Ora sono stato nuovamente mandato a casa. Nessuna cassa integrazione, non usano gli ammortizzatori sociali in modo adeguato. Loro aumentano la produzione e noi restiamo a casa senza lavoro». E’ la testimonianza di Rocco, uno degli operai licenziati che è anche delegato sindacale. Un altro operaio licenziato, uno dei quelli storici, ha raccontato agli esponenti del Sole che Ride di essersi ammalato da diversi anni di sclerosi multipla e che per questo, ad un anno dal pensionamento, l’azienda ha pensato di liberarsi di lui.

«Senza una giusta causa un’azienda non può agire in questo modo, non può portare via la dignità agli operai che ora hanno tutte le ragioni per protestare. Noi – ancora Borrelli – non ci stiamo e andremo avanti con loro finché non verrà fatta giustizia. Senza i lavoratori, senza persone che si sacrificano, queste aziende non avrebbero motivo die esistere e quindi devono essere rispettate. A proposito di rispetto, ci è stato riferito che un operaio, un delegato sindacale, di origini nigeriane sia stato durante la manifestazione insultato con epiteti razzisti da un dirigente. Se quanto ci è stato raccontato dovessero corrispondere a verità si tratterebbe, allora, di un fatto gravissimo che richiederebbe duri seri provvedimenti».

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