Berlusconi post mortem

Al Cavaliere va imputata la responsabilità di avere rappresentato un tappo che ha impedito una evoluzione della destra in senso liberale. Capace nel condurre campagne elettorali, ma incompleto uomo di governo, nonostante sia stato un longevo premier. Oggi ci si interroga sul destino dei voti residui di Fi, ma gli analisti sostengono che essi già sono finiti e ancor più finiranno nel carniere di Meloni. Improbabile transitino verso soluzioni terziste. 
  Nell’abbozzare un bilancio, è saggio distinguere i molteplici profili di una personalità esuberante, debordante, ingombrante che ha occupato la scena pubblica per quasi mezzo secolo, dividendo come pochi altri gli italiani tra estimatori e detrattori. Tra fan e odiatori. Anche a motivo della sua invincibile inclinazione a sedurre e a non darsi pace, o ragione, di non piacere a tutti. Dal punto di vista economico il decollo delle sue tv, volano di tutte le sue molteplici attività, ha permesso un modello culturale, basato sull’artefizio e sul successo effimero dei prodotti creati da tale artefizio. Modello culturale da intendersi prettamente in chiave antropologica.  Dal punto di vista politico ha generato un soggetto e un progetto genuinamente populista di tipo mediatico. Una variante del populismo che ha fatto scuola nel mondo. Tant’è che dopo circa venti anni, abbiamo conosciuto Trump che, in versione iperbolica, evoca quel modello di imprenditore politico anticipato in Italia.Non ha torto chi attribuisce al Cavaliere la responsabilità di avere propiziato il bipolarismo. Mostrando di essere il più abile e pronto a profittare di una legge elettorale maggioritaria. Salvo poi convergere, assieme a tutti gli attori politici nostrani, verso un più accomodante sistema misto che somiglia molto di più ai listoni bloccati di un secolo fa.  L’eredità che lascia Berlusconi è una politica priva di contenuti, svuotata culturalmente da quel modello mediatico di cui sopra e la creazione di una destra niente affatto liberale, semmai populista e libertaria.  Berlusconi si consegna alla storia come un personaggio spartiacque, come Socrate per la Filosofia, come Caravaggio per l’arte, come Dante per la Letteratura. Come, e forse non è azzardato il paragone, Andreotti per la Politica italiana. Non per nulla dopo il Divo, è il Divino…   Giuseppe Romito Italia Liberale Popolare Presidente Movimento Lib 

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