Berlusconi, fotografia di un’Italia addirittura peggiore di lui, che ricordiamo però, a differenza degli altri politici, lucido e gran negoziatore, in poche occasioni condensate negli accordi vantaggiosi in primis con Libia e Russia.
Politiche economiche vantaggiose, o semplicemente egualitarie al Sud? Non pervenute.
La morte dovrebbe azzerare tutto è vero, ma non quando si scomodano i funerali di Stato, la pretesa di lutto nazionale e, a Napoli, un tentativo goffo e maldestro di portare in consiglio la richiesta di intitolargli una strada, una toponomastica della nostra città che ricorda indebitamente gli invasori sabaudi e che con Berlusconi completerebbe il ciclo.
Personaggio controverso il Cavaliere, inviso in innumerevoli scandali che hanno contribuito a creare dossier scomodi sulla sua figura estremamente ricattabile e non solo per le vicende boccaccesche che appaiono, paradossalmente nel loro squallore, le meno gravi e che lo vedevano protagonista in realtà di ben altro: corruzione, evasione fiscale, reati societari, oscura origine di parte delle sue fortune favorite da rapporti ambigui con mafiosi, da criminogeni “do ut des” politici, da evasione fiscale e, indipendentemente dagli esiti dei procedimenti giudiziari, anche un abile manovratore delle stragi di Stato.
Basterebbe solo una delle azioni sopra riportate per rendere inappropriata la santificazione di una figura. Morto il re, viva il Re ? No, non sempre. Ma questa Nazione si supera , oramai, ogni volta di più e nulla stupisce.
Patrizia Stabile
