Gettare il cuore oltre il termometro: questo è quello che hanno fatto i relatori e gli ospiti intervenuti all’incontro che si è tenuto negli scorsi giorni presso il Maschio Angioino per brindare alla prossima traduzione in spagnolo del libro “I mali del Sud” di Gerardo Magliacano per Giammarino Editore – (R)Esistenze. D’altronde, a presentare questa iniziativa non a caso c’erano tutte persone che il cuore ce lo mettono in tutto il proprio vissuto quotidiano. Sfidando il caldo delle migliori occasioni, infatti, sono intervenuti la presidente della Consulta delle Elette del Comune di Napoli, Anna Maria Maisto, che ha aperto la discussione confrontandosi con l’autore sul rapporto tra alunni e professori, ieri e oggi.
Nel successivo intervento, l’Avv. Gerry Danesi, Console della Repubblica del Nicaragua, ha ribadito il proprio interesse per questo libro così particolare, e la volontà di mettere in campo un progetto finalizzato alla sua distribuzione nei paesi del Sudamerica. Di seguito, il marchese Pierluigi Sanfelice di Bagnoli che ha interessato e divertito al tempo stesso il pubblico con una approfondita quanto spigliata relazione.
Purtroppo hanno dovuto sacrificare il proprio spazio, sia Ciro Corona, presidente dell’Associazione “Officina delle Culture” – Gelsomina Verde”, già partner con Giammarino Editore nella collana (R)Esistenze, destinata a diventare una vera e propria casa editrice autonoma, pubblicando – appunto – storie di resistenze e non solo dal proprio territorio, che addirittura lo stesso autore, Gerardo Magliacano.
In questo senso mi vedo costretto a segnalare, con estremo dispiacere e disappunto essendo ospiti di una manifestazione del Consolato Ucraino, la totale mancanza di elasticità e disponibilità di chi, facendosi scudo di norme e scuse vetero/sindacali, si arroga il potere di gestire una casa che non è propria ma di tutti noi cittadini paganti, senza possedere i fondamentali necessari per essere una buona “padrona di casa”.
Una cosa inaccettabile per una città che dichiara di voler vivere di turismo.
In questo senso, apprezzatissimo dai presenti tutti il doppio brindisi finale con il Ferdinandus I, l’ottimo prosecco della Enodelta, sia in Sala che anche giù, quasi simbolicamente, davanti al portale.
Un buon vino freddo, specie se di casa nostra, non solo disseta, ma aiuta anche a dimenticare.
E qui ricorrevano tutti gli estremi del caso. Alla prossima!
Gino Giammarino
