Tra le cose che i turisti (ma soprattutto i napoletani) adesso non possono mancare di visitare a Napoli figura, dallo scorso mercoledì 19 luglio, il Museo Caruso, esposizione multimediale dedicata alla celebre figura del tenore napoletano ed inaugurata alla presenza del ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano, del direttore generale Musei del Mic Massimo Osanna, del sindaco di Napoli Gaetano Manfredi e del direttore del Palazzo Reale di Napoli Mario Epifani.
Decisa la dichiarazione da vero “territorialista” del Ministro Sangiuliano il quale – chiudendo la Conferenza stampa inaugurale dal palco del teatrino di Corte – non ha esitato a dichiarare:
“Un grande quotidiano del Nord mi ha accusato di inaugurare troppe cose e destinare troppi fondi a Napoli: se questo è un abuso vorrà dire che mi prenderò quest’abuso…”.
Aldilà dell’ennesima prova di come un certo Nord tenga gli occhi bene aperti su quello che può migliorare le condizioni del Sud, osteggiandolo, il Museo vale davvero la pena di essere visitato.
Indossata la cuffia e appeso al collo il lettore, una volta avvicinati al grande lampadario posto a terra, parte il racconto che correda le immagini che scorrono sui grandi videoschermi circolari che richiamano la forma degli antichi dischi in vinile. A mano a mano che ci addentra nel percorso, si scoprono vetrinette centrali e laterali che espongono in bella mostra oggetti e foto d’epoca, in un continuo flash back tra passato e futuro.
Fino a raggiungere l’ultima saletta nera dove è possibile accomodarsi per godersi la proiezione di un breve film – muto ma accompagnato dalle note di un pianoforte – in cui Caruso si cimenta nelle vesti d’attore.
Un Museo estremamente godibile, originale ed imperdibile.
Non mancatelo!
Gino Giammarino
