L’Assemblea generale delle Nazioni Unite nel 2008 istituì la Giornata Mondiale dell’Aiuto umanitario per rendere omaggio alle organizzazioni umanitarie e ai loro operatori impegnati in ogni parte del mondo per fornire cibo, acqua, riparo, istruzione, salute, nutrizione e protezione.
Lo slogan scelto quest’anno nella giornata celebrata sabato 19 agosto è stato “Non importa chi, non importa dove, non importa cosa”.
Da sottolineare che sono oltre 130 milioni le persone attualmente in crisi, a causa di guerre o disastri naturali, che hanno bisogno di aiuti umanitari.
Sulla questione interviene anche Papa Francesco che con un tweet lanciato dall’account @Pontifex, invita a ridurre le spese militari per destinare più fondi per gli aiuti umanitari e far fronte alle necessità urgenti dei popoli in difficoltà.
E mentre l’Onu condanna la riduzione degli aiuti umanitari, Alistair Dutton, segretario generale di Caritas Internationalis sottolinea l’impegno per rispondere alle crisi complesse in atto nel mondo.
«In Paesi in guerra come l’Ucraina o la Siria gli operatori umanitari continuano ad operare anche quando i loro cari sono stati uccisi o rapiti, oppure quando le loro case sono state distrutte e loro stessi sono in condizioni di sfollati» – dichiara Dutton – “Dopo il terremoto avvenuto in Siria e Turchia molti dei membri dello staff di Caritas Anatolia erano costretti a dormire in macchina, eppure non hanno mai smesso di distribuire aiuti”.
Nonostante questo grande impegno degli operatori di Caritas Internationalis, il segretario Alistair Dutton richiama una maggiore attenzione della comunità internazionale, affinché si impegni per risolvere le crisi di alcuni paesi, dove milioni di persone rischiano di morire di fame.
