L”attacco mediatico che sta subendo in queste ore Roberto Mancini, ex Commissario Tecnico della Nazionale di calcio italiana campione d”Europa, è contemporaneamente fuori dal mondo e immerso a piene mani nelle logiche di un paese, l”Italia, che sembra smarrire ogni giorno di più la bussola del buonsenso e dell”identità.
Premetto che – essendo napoletano e tifoso solo dell”azzurro del Napoli – parlo solo con il giusto metro sportivo dovuto a tutte le nazionali straniere, dunque in maniera acritica e lontana da ogni vincolo di faziosità.
Gli aggettivi sdegnosi, i titoli sprezzanti sulle copertine ed i contenuti pieni d”odio dei commentatori – continuamente impegnati a sottolineare come i soldi del contratto del nuovo CT della Nazionale araba siano troppi, esagerati, al limite di una rapina – trasudano una faziosità (e, sotto, sotto, un bel po” di invidia) che con lo sport ha ben poco a che vedere. Se poi contestualizziamo la situazione ad un rapporto ormai da separati in casa con la Federazione Italiana Gioco Calcio (scusate la “F” maiuscola, trattasi d”errore di battitura), allora il tutto appare avvolto da un alone di stupidità e inconsistenza che sembrano essere i valori della nuova Italia.
Non s”illuda, però, il Robertino Nazionale: qui non si salva nessuno. Il video di presentazione e promozione che circola a palla da due giorni su tutte le televisioni e i siti italiani, fa tenerezza e umana pìetas insieme, con il selezionatore vanamente impegnato nella poco credibile missione di mostrarsi quell”uomo duro, che non deve chieder mai niente, ma dichiarandolo con una voce che ricorda il miagolio imbarazzato di quei gattini che – impauriti e non ancora pronti alle sfide quotidiane – vorrebbero mostrarsi cattivi e feroci.
Da quelle stesse labbra, con accenti di fuoco (e lo sguardo fisso da pesce lesso alla Bonucci – per capirci) arriva il peggio: “Ho fatto la storia!”.
Con tutti i problemi che ha questo Paese?! Ma scherzi o fai sul serio?!
Caro Mancio, vorrei ricordarti che gli europei 2020 li hai vinti contro un”Inghilterra certamente più meritevole ma più sfortunata, e ai calci di rigore che, per definizione, sono una lotteria. Dunque, in una overdose di enfasi tracimante almeno quanto le insopportabili telecronache a senso unico dei commentatori italici, se Gravina e gli italici tifosi hanno memoria corta e poca riconoscenza, anche tu non te la cavi troppo bene.
Permettimi un consiglio: la prossima volta, metti da parte la “storia”.
Prova con la “geografia”. Hai visto mai…
Gino Giammarino
