“Signor ministro, le chiediamo di firmare un decreto per rendere stabile questa storica orchestra napoletana, che da oltre 30 anni lavora per far sbocciare talenti, passioni e speranze, per educare al rispetto, alla bellezza, alla sensibilità, all’arte. Sono queste le realtà che abbiamo il dovere di potenziare e contrappore con fermezza a quei contesti di degrado che dilagano con sempre maggior pervasività”.
È quanto si legge in una lettera aperta firmata da Maurizio De Giovanni, presidente della Fondazione Campania Legge – Premio Napoli, Paolo Siani, pediatra ed ex vicepresidente della commissione bicamerale Infanzia e Adolescenza, e Michele Nitti, sirettore d’Orchestra, già deputato della commissione Cultura, Scienza e Istruzione, e indirizzata al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano. I firmatari fanno riferimento all’omicidio di Giovanbattista Cutolo, il musicista 24enne della Nuova Orchestra Scarlatti ammazzato ieri in piazza Municipio, a Napoli. “Le parole di dolore e di rabbia pronunciate dal direttore artistico dell’Orchestra Scarlatti dove suonava Giovanbattista, Gaetano Russo, non possono e non devono in alcun modo lasciarci indifferenti”, scrivono, aggiungendo: “Non possiamo affatto permettere che la Scarlatti chiuda, men che mai oggi. Perché se la Scarlatti dovesse chiudere, allora certamente il fallimento sarebbe di tutti – Stato, istituzioni, società civile, cittadini”. Per De Giovanni, Siani e Nitti serve “una risposta concreta, immediata. Un segnale tangibile della presenza delle istituzioni, una scintilla che riaccenda le speranze di questa compagine artistica, e dia nuovamente ragion d’essere alla sua presenza sul territorio”. Infatti, ricordano, “la musica per tanti ragazzi può rappresentare una chance nella vita, e a Napoli sono tante le esperienze che lo dimostrano proprio nei quartieri più difficili della città”.
Un decreto che renda stabile questa istituzione culturale napoletana “non rappresenta solo una risposta a una reale questione occupazionale che ripaghi tanti ragazzi dei loro sacrifici e dei loro studi con un lavoro dignitoso e pienamente riconosciuto, ma anche e soprattutto – osservano i tre – un segnale vivo di attenzione alle problematiche sociali: dare stabilità significa rendere strutturali e permanenti quei presìdi sociali e culturali, quelle azioni quotidiane ed ordinarie di contrasto all’odio, alle discriminazioni, al degrado e alla violenza per mezzo della cultura, della bellezza, dell’inclusione, del senso di comunità”.
“Rendere stabile questa orchestra e darle la possibilità di avvicinare tanti altri ragazzi vuol dire – così, ancora, rivolgendosi a Sangiuliano – offrire opportunità anche a quei ragazzi che pensano che il suono della pistola sia più efficace di quello della musica che suonava Giovanbattista. Con profondo dolore e grande commozione ci rivolgiamo a lei, che da napoletano conosce i problemi della città e conosce la lunga storia dell’Orchestra Scarlatti, affinché con un suo decreto l’Orchestra Scarlatti possa essere riconosciuta come Istituzione Concertistico Orchestrale stabile della città di Napoli, perché la morte del povero Giovanbattista non sia vana e il suo ricordo viva nei ragazzi che continueranno a creare bellezza ed armonia”.
“Signor ministro – concludono – confidiamo nel suo amore per Napoli e per i ragazzi di Napoli, dia loro con questo decreto una speranza. Non possiamo restituire alla sua famiglia, ai suoi amici, alla sua fidanzata Giovanbattista ma possiamo farlo vivere per sempre nella musica dei ragazzi dell’Orchestra Scarlatti che da oggi suoneranno ancora più forte per far arrivare le note della loro musica fin lassù dove sta Giovanbattista”.
