Contratti statali, Tiani (Sindacato Polizia Siap): «Un rinnovo a metà…»

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«Abbiamo appreso dal quotidiano Repubblica, che oggi 9 ottobre 2023 ha pubblicato una intervista al Ministro Zangrillo il quale afferma, che il rinnovo del contratto di lavoro 2022/2024 si farà ma sarà parziale e a partire dal 2024. Zangrillo comunica che ci saranno le risorse per garantire il riavvio di tutti i rinnovi contrattuali, quindi presumiamo anche quello dei poliziotti e del personale dei Comparti Sicurezza, Difesa e Soccorso Pubblico. Prendiamo atto che a poche decine di giorni dalla presentazione della legge di Bilancio per il 2024, il Siap e i Sindacati maggioritari della Polizia di Stato e del Comparto Sicurezza non sono mai stati convocati, nonostante la richiesta unitaria di tutte le OO.SS. rappresentative inviata al Presidente Meloni e ai Ministri dell’Interno Piantedosi e Zangrillo della Pubblica Amministrazione. 

Quest’ultimo non si sbilancia sulle cifre, che pare siano ancora in via di definizione ma assicura al giornalista  che lo intervista, «nel 2024 si riapriranno le trattative, è un segnale di continuità che teniamo a dare ai dipendenti pubblici» parole sue. Inoltre apprendiamo sempre attraverso la stampa che a dicembre con molta probabilità, arriverà anche un anticipo in busta paga come si evince dall’allegato articolo di PaMagazine.  L’esponente del Governo inoltre afferma che «Dopo un primo incontro di marzo il dialogo con i sindacati (non quelli di polizia ovviamente) non è mai mancato, per i tanti rinnovi contrattuali. Ma adesso, quando avremo chiari i contenuti della legge di Bilancio, vorrei affrontare insieme i temi più importanti, dalla riforma delle procedure concorsuali alla formazione e al merito, con l’obiettivo di rendere più efficiente ed efficace la programmazione».

Premesso che i Sindacati di Polizia non sono mai stati convocati per un confronto sul rinnovo contrattuale, sulle ipotesi dei nuovi livelli di tassazione o sul tema della previdenza dedicata e/o delle tutele professionali e legali afferenti al personale del nostro comparto, puntualizzo per chi non lo sapesse, che il confronto tra governo e sindacati di polizia, non solo è previsto dalla legge ma è rafforzato dalla norma in tema di specificità e segnatamente l’art. 19 della legge n. 183 del 2010.

Ritengo necessario che i colleghi siano informati anche sui passaggi tecnico formali e sostanziali nel mancato rapporto tra il Sindacato di Polizia e il Governo, un bruttissimo segnale verso il nostro lavoro e le nostre funzioni, per il Siap non è più tollerabile accettare l’idea che il Governo pensi che noi non facciamo parte del corpo sociale del Sistema Paese, perché di questo si tratta. Se non ti fanno partecipare alle consultazioni o confronti con il Governo, nonostante sia previsto dalla legge vuol dire che per loro noi non esistiamo, non si può elidere senza conseguenze un passaggio istituzionale così importante e significativo che, tra l’altro, abbiamo invocato a gran voce in maniera unitaria  con il fronte sindacale compatto. Ciò premesso, ricordiamo a tutti che il CCNL è scaduto la sera del 31.12.2021 e che i modesti aumenti di quel contratto sono stati resi vani già nel primo trimestre del 2022 per via dell’inflazione galoppante su tutti i beni di prima necessita oltre agli aumenti esorbitanti dei prodotti energetici e dei mutui.

Prendiamo atto che l’inflazione media nei documenti del Governo (NADEF) è stata fissata ad una percentuale pari all’8,1% quale media inflattiva da utilizzare per il rinnovo contrattuale, (realisticamente nel triennio 2022/2024 è molto molto più alta). Noi non accetteremo in silenzio di essere trattati in questo modo da un Governo i cui gruppi politici che lo sostengono si dicono da sempre attenti ai temi della sicurezza e alle difficolta del personale di polizia. Di tutta evidenza che ancora una volta ci troviamo di fronte a frasi fatte per attirare il consenso degli uomini in uniforme, un’omologazione del linguaggio e del messaggio che diventa arido perché privo di atti conseguenti e di contenuti sostanziali per la vita professionale e sociale dei poliziotti e delle loro famiglie.

Colgo l’occasione per ricordare a tutti che, al di là del qualunquismo populista che notoriamente ha sfumature diverse e trasversali al mondo politico del tempo in cui viviamo, specie sui temi della sicurezza e dell’immigrazione, per scelta non mi soffermo sui temi del durissimo scontro/confronto  istituzionale in atto in questi giorni tra i poteri dello Stato e di cui i poliziotti e gli uomini e donne in uniforme sono vittime. In estrema sintesi e con un linguaggio semplice ma chiaro, anche le famiglie dei poliziotti hanno dovuto fare la spesa e pagare i mutui e spese varie nel 2022 e nel 2023, ciò detto evidenzio che le nostre indennità più importanti e qualificanti per espletare i servizi di polizia sono ferme al 2001 cioè ben 22 anni. Il Contratto si avvia al terzo anno di vacanza contrattuale e quello dei dirigenti da ben sei anni non è stato mai avviato, mentre i carichi di lavoro e le responsabilità (nonostante le note e gravi carenze di organico e logistiche) si sono decuplicate per tutti gli appartenenti dall’Agente di polizia sino ai Questori della Repubblica.


Pur comprendendo le difficoltà finanziarie del Governo e della maggioranza, resta incomprensibile il mancato confronto con il Governo e la convocazione dei sindacati di polizia, l’unica articolazione del mondo del lavoro, imprenditoriale e sindacale a non essere stata convocata. Ragione per cui il Siap ha già avviato in tutte le province una serie di riunioni e assemblee* sui territori e sui posti di lavoro per un confronto diretto con la propria base, attraverso il metodo della democrazia di ratifica delle piattaforme sindacali, dalle cui risultanze certamente saranno messe in cantiere iniziative per tutelare il personale da noi rappresentato».

E’ quanto si legge in una nota diffusa da Giuseppe Tiani, Segretario Generale del Sindacato di Polizia Siap.

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