Da un anno la sperimentazione di Mobile Angel: già 12 donne aiutate negli ultimi sette mesi
«Sono già 12 gli smartwatch forniti alle donne vittime di violenze da marzo ad ottobre, uno strumento che riesce ad anticipare evento violento e funziona da deterrente». A fornire i numeri del primo anno di sperimentazione di Mobile Angel è il procuratore aggiunto Raffaello Falcone, coordinatore della Sezione Tutela delle Fasce Deboli della Procura di Napoli, nel corso della conferenza stampa che si è svolta presso la caserma Pastrengo, alla presenza del comandante provinciale dei carabinieri Enrico Scandone, della presidente del Soroptimist Club Napoli, Elvira Lenzi e della Security Governance Manager di Vodafone Italia, Claudia Carva.
«Ogni giorno – spiega il procuratore Falcone – a Napoli arrivano 25-30 denunce per codice rosso, numero in aumento anche grazie alla nuova consapevolezza da parte delle vittime, il che fa emergere la parte sommersa di questo fenomeno. Attualmente in dotazione ci sono 15 smartwatch, di cui 12 utilizzati negli ultimi mesi».
«Crediamo molto in questo dispositivo – afferma il generale Scandone – uno strumento che ci consente di essere più vicini alle vittime di violenze e atti persecutori, che possono liberarsi dalla paura ed avere una vita più normale. Grazie allo smartwatch su crea un filo diretto con la vittima che resta in contatto H24 con la caserma». L’allarme può essere attivato attraverso un pulsante sullo smartwatch che invia in tempo reale la posizione alla centrale. L’input può partire anche in automatico, nel caso in cui ci sia un repentino cambio di postura – una caduta – che fa scattare l’allarme. (foto Repubblica)
