Anche l’Olanda ha espresso un parere che tutti i giornaloni chiamano “sovranista”. Dopo l’Argentina anche in Europa la ricchissima Olanda pensa alla stessa maniera. È ben strano che una economia che è stata beneficiata più di altre dall’Euro e dall’Europa, adesso dica di “no” al mondialismo. Ma cosa significa essere sovranisti? Perché ci si preoccupa tanto? Vorranno uscire dall’Euro? O dall’Europa? Per fare cosa? La Gran Bretagna già ha fatto la sua uscita ormai anni fa, ma non è ancora fallita. A ben vedere da moltissimo tempo le popolazioni chiamate a votare si esprimono sempre allo stesso modo ma esiste una minoranza che ritiene di sapere meglio di tutti quello che va bene a tutti e quindi -con intrighi di ogni genere- impone a tutti il proprio modo di vedere. Che poi altro non è che lo stesso internazionalismo egualitario che già fu dei comunisti sovietici e loro seguaci; solo che allora lo si diceva apertamente e lo si faceva risalire al pensiero di alcuni “filosofi”, mentre adesso lo si impone nei modi più vari senza mai risalire alla teoria che ha generato tali tesi. Quindi così come il comunismo è stato messo alla porta dalla Storia così anche questa formula -che non vuole essere etichettata in alcuna maniera ma che noi chiamiamo mondialismo- riceve sberle elettorali in gran serie. A ben vedere fin dal referendum danese dl 1992 il “no” all’Europa e al mondialismo in genere, è stato sempre vincente in ogni dove; quel referendum per una manciata di voti scatenò la speculazione al ribasso contro lira italiana e lira sterlina (che beneficiò i soliti sciacalli della finanza internazionale) e decretò la fine del serpente monetario europeo che altro non era che una anticipazione ancora un po’ grezza dell’Euro che oggi subiamo. Come mai oggi il sovranismo olandese non produce il collasso dell’Euro? Semplicemente perché non esiste la possibilità di scegliere tra euro e altre monete e quindi questo -che potremmo anche chiamare come una nuova maniera di essere dell’autoritarismo monetario- è un sistema per non permettere ai mercati e cioè alla gente comune di esprimere la propria fiducia verso la moneta europea. Che così diviene insindacabile! Chi l’ha inventata sapeva di fare questo? Certamente si, lo sapeva e certamente lo ha voluto! quindi lo scontento si trasla su altri livelli come quello elettorale; però poi bisogna chiedersi se i sovranisti sanno cosa vogliono. Se non vogliono uscire dall’Euro o dall’Europa che vogliono? Cosa farà il neo presidente argentino? usare in casa sua il dollaro -come qualcuno vocifera- cioè fare in America un nuovo euro senza neanche prendersi il fastidio di cambiargli il nome come si è fatto in Europa quando dovevamo cambiare il nome al marco per non far vedere che si stava mettendo l’Europa al servizio dell’industria tedesca? Che razza di “destra estrema” è questa che in Argentina consegnerebbe la propria economia agli Stati Uniti come già è stato fatto decenni fa, proprio lì da loro, con il risultato di collezionare un default memorabile che però non sembra abbia insegnato nulla? Quale è la scuola di pensiero sovranista? E se mai la dovessero avere, quando i sovranisti vincono li si compra o li si minaccia…e il gioco è fatto. Ecco perchè pur vincenti nelle urne perdono nella politica reale. In sintesi la questione non è più né politica, né elettorale, né economico-finanziaria ma culturale: fino a quando il pensiero politico è unico in ogni Università ed in ogni giornale non avremo una opposizione credibile; cioè gli elettori che chiedono vivamente di cambiare si ritrovano sempre con la stessa minestra riscaldata e rinominata. Ma sempre la stessa cosa! Peraltro particolarmente indigesta se non tossica!
CANIO TRIONE
