SERVONO GLI UOMINI DEL PRIMA NON DEL DOPO

Da pochi giorni alcuni programmi televisivi, ospitano personaggi noti, in particolare medici, pronti a raccontare le presunte complicanze da attribuire a terapie così dette vaccinali, somministrate dal Sistema in epoca Covid. Sostanze dispensate per non smettere di continuare a tenere l’uomo sano, in uno stato di buona salute. Il Ministero della Sanità per questo motivo nel 2001 è diventato Ministero della Salute. Un inevitabile ricordo ha portato alla mente la storia del titano Prometeo, figura della mitologia greca, della sua ribellione nei confronti di Zeus, e della sua sventura a causa di uno dei suoi fratelli, Epimeteo, colui che pensa dopo. Sposo di Pandora, la donna creata da Efeso, per ordine del padre degli Dei, che ha causato tanti guai agli esseri umani. Prometeo, in greco, uomo che riflette prima, astuto e protettore degli uomini, ha sempre cercato di aiutare il genere umano, da lui creato. 

Mentre pranzano insieme uomini e dei, egli sottrae a Zeus parti pregiate di un arrosto prelibato per destinarle a loro, lasciando frattaglie e ossa al dio del cielo. Gesto ritenuto molto offensivo da Zeus, così contrariato da decidere di rendere gli uomini mortali, ma anche di privarli del fuoco, condannandoli a vivere nella oscurità della notte. Prometeo, non tarda molto per andare nell’Olimpo e riprendersi con uno stratagemma la torcia del fuoco, sottraendola al carro di Elios, dio del sole. Per punire questo ulteriore affronto compiuto da Prometeo, Zeus affida a Efesto, dio ingegnere il compito di creare Pandora, la prima donna, bella e attraente da inviare sulla terra, con tanti falsi doni, per sposare e tradire Prometeo. Questi, intelligente e riflessivo rifiuta l’invito e avverte suo fratello, quello del dopo, di non accettare alcun dono da Zeus. Inutile avvertimento perché Epimeteo sposa Pandora che può cosi diffondere fra gli uomini i doni consegnati dagli altri dei, mentre Prometeo viene incatenato a una roccia sulla vetta più alta di un monte.

Pandora che ha ricevuto dal dio Ermes il dono della curiosità, scoperchia il vaso e libera tutti i mali del mondo: gli spiriti maligni della vecchiaia, del vizio, della malattia, dell’odio. Certo, non tutti possono esprimere energia prometeica e non sempre è possibile incontrare sulla propria strada esseri del prima, ma assecondare quelli del dopo è indegno. Il nostro Paese è stato colpito duramente dal tradimento degli uomini di governo, la popolazione rispettosa delle regole ha dovuto obbedire anche agli obblighi e ai ricatti ad essa imposti da personaggi privi di scrupoli. Essi hanno seminato morte, sofferenza, dolore. Ma la peggiore interpretazione raccontata da questa parabola, spetta agli uomini sottomessi al regime che, pur di emergere, non rinunciano ai loro benefici, infliggendo ferite mortali al prossimo. Contribuendo a far crescere la diffidenza fra gli uomini e favorendo le divisioni, utili al potere.

La parabola racconta comportamenti tuttora presenti fra gli esseri umani, le loro studiate divergenze, le inevitabili iniziative di parte, lontane da un credo benefico comune. Uniti invece, i cittadini potrebbero sostituire le istituzioni corrotte e creare sistemi che migliorano la vita umana. Queste riflessioni possiamo ancora farle grazie ai tanti Prometei ancora esistenti.

UGO LOMBARDI

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