Mi ha molto colpito un articolo, apparso su “scenarieconomici.it” del 26 novembre 2023, che descrive le ultimissime avventure del telescopio spaziale JWST (James Webb Space Telescope). Per la cronaca, James Webb è stato direttore Nasa. Di lui si ricordano i progetti Gemini, Mercury e Apollo e la costituzione del famosissimo Space Center di Houston.
Questo telescopio JWST vede l’immensità cosmica con occhio infrarosso, lunghezza d’onda che l’occhio umano non percepisce. E’ figlio di una cooperazione internazionale fra le agenzie spaziali NASA (USA), ESA (Europa), CSA (Canada). Lanciato il 25 dicembre 2021, è stato collocato in un punto dello spazio di alta stabilità, chiamato “punto L2 di Lagrange”. Ha cominciato a inviare le sue immagini nel 2022. E’ un prodotto di altissima tecnologia, che qui è superfluo spiegare, che permette di cogliere immagini nitidissime e dettagliatissime del cosmo profondo.![]()
Ebbene, il Webb è stato puntato verso il centro della nostra Galassia, la Via Lattea. Tutti sappiamo che il centro della Galassia è occupato da un enorme e vorace “buco nero”. Vicino ad esso, a circa 300 anni/luce c’è un’area, chiamata “Sagittarius C”, molto turbolenta e caotica, infernale.
Quest’area è nota come incubatrice di nuove stelle perché densa di gas idrogeno ionizzato (carico elettricamente) e di nubi turbolenti di materia e polvere che si espandono con ciuffi emessi dalle stelle circostanti.
I fotoni emessi dalle stelle, ionizzati, trasmettono la ionizzazione al gas di idrogeno e alle nubi.
Cosa ha visto il telescopio Webb? Un mezzo miliardi di stelle e un, ancora più grande, numero di stelle nascenti (protostelle) che, assorbendo gas e materia, diventeranno presto (si fa per dire!) vere stelle.
Quell’area è un ambiente estremo, affollato e tumultuoso, più di quanto fosse possibile immaginare: niente a che fare con la relativa tranquillità del nostro sistema solare.
Osservandola si potrebbe capire come nascono le stelle e i loro sistemi solari.
Quello che appare impressionante è che emergono, nell’immensità delle nubi, immagini di “strutture a forma di aghi” che sono inspiegabili alla luce delle teorie di cui disponiamo. Esse, però, indicano la presenza di forze non caotiche ma “direzionali”. Ciò dovrebbe sottintendere una speciale “regolarità di caos” che pone fortissimi interrogativi su come evolve l’Universo.
Sembra che si debba aprire una nuova frontiera della cosmologia.
Ma non basta una descrizione. Abbiamo perciò riportato una immagine complessiva dell’area e una immagine ragionata dove si possono distinguere, perché indicate, il cluster delle protostelle (cerchio in rosso), le aree di idrogeno ionizzato (giallo), le striature ad ago (segmenti in rosso), le nubi nere all’infrarosso (in verde). Le immagini sono formidabili. Leggetele!
