Arrivano 70 carabinieri, Gen. Scandone ‘addestrati a vicinanza e ascolto del cittadino’

I militari assegnati ai luoghi più “caldi” e «preparati anche per ascolto e violenza di genere».

Sono stati assegnati ai luoghi più “caldi” della provincia di Napoli, i 70 nuovi carabinieri entrati in servizio nei vari reparti territoriali del comando provinciale partenopeo. Tante le emergenze da affrontare, prima su tutte le questioni baby gang e Caivano. «In un contesto caratterizzato da recrudescenze e devianza giovanile, specialmente nel centro città e nelle periferie come Caivano o a Torre Annunziata, la necessità di un intervento quotidiano è palese. La presenza dei nuovi carabinieri promette di infondere nuova vitalità ai reparti territoriali, svolgendo un ruolo cruciale nella salvaguardia della sicurezza pubblica». A dirlo all’Adnkronos è il generale Enrico Scandone, comandante provinciale dei carabinieri di Napoli. Caivano, con lo stupro di gruppo da parte di una gang di minorenni e che ancora bambini vengono cresciuti a pane e spaccio di droga nel Parco Verde. Torre Annunziata, dove due ragazzini si sono macchiati dell’omicidio di Giovanni Guarino, accoltellato in un luna park di Torre del Greco, e dove un 17enne ha guidato un agguato di camorra per il clan Gionta davanti al piazzale di una chiesa di domenica mattina. E ancora Napoli, con l’omicidio di Giogiò Cutolo, il giovane musicista ucciso in piazza da un minorenne che aveva già un tentato omicidio alle spalle. Una vera e propria emergenza, per la quale sono stati assegnati rinforzi. Sono 35 i carabinieri che sono stati impiegati a Napoli, 20 nell’ambito del Gruppo di Castello di Cisterna e 15 nel Gruppo di Torre Annunziata.

«Uomini e donne, i carabinieri saranno impiegati nei comandi di stazione, avendo beneficiato di una formazione professionale presso le scuole allievi distribuite sul territorio nazionale. Il loro percorso formativo – precisa il generale Scandone – li ha preparati in modo esaustivo per affrontare le molteplici criticità quotidiane che sorgono per le strade. Come agenti di polizia giudiziaria, sono pronti ad affrontare una vasta gamma di crimini, dalla violenza di genere alle truffe ai danni degli anziani, fino ai reati predatori. I nuovi carabinieri giunti a Napoli sono professionisti addestrati per la vicinanza e l’ascolto del cittadino, evidenziato anche dall’inaugurazione della stanza tutta per sé – la quarta tra Napoli e provincia dopo quelle di Capodimonte, Ercolano e Caivano – nella caserma Podgora della Stella. Lì ad esempio c’erano 2 dei 70 carabinieri, un uomo e una donna, e sono certo saranno pronti ad affrontare problematiche serie e delicate con un approccio umano e attento».

Il comandante provinciale assicura che i nuovi carabinieri «hanno seguito corsi specializzati che non solo li hanno preparati tecnicamente, ma li hanno resi sensibili d’animo, incarnando così i valori profondi dell’Arma e delle rispettive famiglie dalle quali provengono. Questi aspetti dimostrano l’impegno a essere vicini ai cittadini, fornendo un servizio non solo basato sulla sicurezza, ma anche sulla comprensione e l’attenzione alle esigenze della comunità. La presenza di giovani donne e uomini in divisa, affiancati da colleghi più esperti, incarna una sinergia preziosa. Seguendo le linee guida dei saggi e competenti comandanti di stazione – conclude il generale Enrico Scandone – diventano i pilastri fondamentali per la nostra comunità, contribuendo in modo tangibile nel tentativo di garantire un ambiente sicuro e protetto per tutti i cittadini».

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