Calcio Napoli, cause della regressione: l’allenatore è l’ultimo dei colpevoli

Campioni d’Italia senza rinforzi. Il primo atto della decadenza del Napoli arriva con il mercato e la scelta di portare avanti un progetto sostenibile e basato su giovani o giocatori low cost. Inutile dire che il risparmio e una selezione errata degli elementi ha condotto a risultati non all’altezza e carenti rispetto allo scorso anno. Anche lo stesso Luciano Spalletti aveva fatto notare questa mancanza di alternative nel Napoli, riserve che di fatto in questa stagione non si sono dimostrate all’altezza dei titolarissimi. I vari Natan, Jens Cajustee Jesper Lindstrom non si sono dimostrati all’altezza della squadra in cui militano. In più l’acquisto di questi elementi va anche unito con la conferma di alcuni elementi giovani come Alessandro Zanoli, Gianluca Gaetano e Alessio Zerbin, che avrebbero dovuto fare più esperienza prima di essere chiamati a ricoprire il delicato compito delle riserve.

Il calcio di oggi, infatti, vede un cambiamento sostanziale delle rose delle squadre: il concetto di titolari e riserve è stato modificato sostanzialmente. Un team deve possedere un gruppo composto solo da titolari che si alternano tra loro, il che vuol dire che il livello tra titolari e riserve dovrebbe essere quasi lo stesso. Le difficoltà presentate da Rudi Garcia nella prima parte di stagione sono le stesse che sta riscontrando Walter Mazzarri oggi: i mancati rinforzi hanno accorciato ulteriormente la coperta (già corta) del Napoli, costringendo il tecnico a fare affidamento solamente sui così detti fedelissimi.

Foto: ANSA

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