Napoli. Messa in latino dei Cavalieri di Santa Brigida in ricordo di Francesco II di Borbone

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Il 28 dicembre, nella Chiesa di Santa Maria al Rosario alle Pigne, comunemente detta “del Rosariello”, i Cavalieri e le Dame dell’Ordine Militare del Santissimo Salvatore e di Santa Brigida di Svezia hanno ricordato il loro protettore, nonché Gran Collare e Servo di Dio, Sua Maestà Francesco II di Borbone nel 129° anniversario della sua morte avvenuta ad Arco, provincia di Trento (allora Impero Austro-Ungarico). 

La cerimonia organizzata dal Colonnello Gerardo Palmese ha visto la presenza di una delegazione (nella foto) dell’Ordine Militare di Santa Brigida rappresentata dal Luogotenente Generale Biagio Abbate, il Cancelliere Pierluigi Scarpa, il Referendario Conte Matteo Mazzola, il Gonfaloniere Adolfo Della Monica, il rappresentante militare, Generale Giovanni Albano, i Cavalieri Vittorio Menzione ed Ermanno Capobianco, le Dame Carla Tammaro, Emilia Grassini e Tiziana Crocco. 

La celebrazione eucaristica “vetus ordo”, ossia in lingua latina, secondo il messale romano promulgato da Papa Giovanni XXIII nel 1962, è stata presieduta dal sacerdote francese Padre Florian Braun, neo Cavaliere dell’Ordine Militare di Santa Brigida, il quale nel tratteggiare la figura dell’ultimo Re di Napoli dopo aver ricordato  le sue doti umane, nonché la grande fede e l’obbedienza verso il Papa, erroneamente interpretata quale atteggiamento poco coraggioso, si è soffermato prima sull’Ordine Militare di Santa Brigida da lui autorizzato nel 1859 e del quale ne prese parte con il grado di Gran Collare e poi sulla figura del suo Gran Maestro, nonché fondatore Conte Vincenzo Abbate del Castello Orleans: “il  culto e la fede dei Borbone per Santa Brigida fu il motivo principe  dell’autorizzazione concessa da Francesco II  al suo Ufficiale ed amico, Vincenzo Abbate de Castello, per la  restaurazione dell’Ordine Militare di Santa Brigida con l’approvazione canonica del Cardinale Cosenza, Arcivescovo di Capua”. 

Al termine del rito in lingua latina, caratterizzato da suggestivi canti, nonché peculiari elementi di cerimoniale liturgico quali l’orientamento del sacerdote verso Dio anziché verso il popolo, ha preso la parola il Luogotenente Generale Biagio Abbate, che dopo aver ringraziato Padre Florian per il significativo momento di comunione spirituale tra i cavalieri brigidini e i canonici di Cristo Re Sommo Sacerdote (i quali celebrano il rito in vetus ordo secondo le disposizioni del Cardinale Sepe) donandogli una croce dell’ordine militare quale segno di fratellanza, ha sottolineato la coerenza di Sua Maestà Francesco II di Borbone e l’importanza della sua dinastia dei Borbone nella storia d’Italia: “L’ultimo Re di Napoli è stato un uomo di integrità morale e dai grandi valori, che non è mai sceso a compromessi con nessuno, contribuendo con intelligenza ad elevare il Regno delle due Sicilie sul piano artistico, infrastrutturale e culturale; se Napoli è la città più bella del mondo è soprattutto grazie ai Borbone”.

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