Officina delle Culture, una rivincita di legalità

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Dopo lunghi anni di riconoscimenti e contraddizioni, con ampie onorificenze pubbliche da una parte, e colpevoli assenze delle Istituzioni locali dall’altra, l’Officina delle Culture Gelsomina Verde di Scampia rientra di diritto nel patrimonio sociale del Comune di Napoli.  

Dunque, in virtù della firma con il nuovo Amministratore Unico di Asia Napoli del contratto per l’assegnazione definitiva della struttura avvenuta lo scorso 4 gennaio, il coraggioso avamposto di legalità guidato da Ciro Corona esce dall’ambigua posizione in cui avevano cercato di relegarlo tempo addietro, l’Amministrazione precedente, per volontà e vendetta di qualche assessore, strappandolo formalmente alle attività sociali.  

“Un grande segnale di fiducia e di costruzione di sinergie 
– ha dichiarato Ciro Corona – 
un riconoscimento al lavoro svolto negli anni dall’associazione (R)esistenza Anticamorra prima e dalla rete sociale di 10 realtà, raggruppate poi in un’ATS “officine Sociali” alla quale è stata affidata la nuova sfida per i prossimi dodici anni. Un forte segnale etico e morale della Partecipata Asìa”.  

Finalmente rasserenato dopo il kafkiano calvario, Corona ha ringraziato sia il primo cittadino di Napoli, Gaetano Manfredi, sia l’Amministratore Unico di Asia Napoli, dott. Ruggiero, che ha creduto nel progetto e voluto questa sinergia che non è per nulla simbolica dal momento che con l’Azienda partecipata, in Officina, si svolgeranno campagne di sensibilizzazione per la raccolta differenziata e non solo.  

“Grazie ancora alla Fondazione Pavesi
– ha detto ancora Corona –
che con il coinvolgimento di altre Fondazioni porterà progetti aggregativi e professionalizzanti nell’Officina.

Un segnale forte che spazza via 6 anni di malapolitica, di vendette partitiche, di boicottaggi, soprattutto con figure politiche adescate da quell’antimafia borghese che fa dei beni confiscati e dei beni comuni luoghi dove costruire apparati di potere e carriere politiche”. 

In chiusura, non è mancata una forte dichiarazione di intenti e di indipendenza:
“Officina delle Culture è la testimonianza che l’antimafia si può fare senza soldi pubblici. È dunque la loro tomba. Officina delle Culture è un luogo di tutti, dove si organizza il coraggio e si coltiva la speranza, con la gente, tra la gente, per la gente. 
Continuiamo a farlo insieme ai rappresentanti delle Istituzioni che credono nella scommessa!”.

PATRIZIA STABILE

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