Gli errori giudiziari… una pena tutta italiana

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Gli errori giudiziari italiani sono un problema grave e preoccupante, che ha un impatto devastante sulle vittime. I numeri sono allarmanti: secondo l’Associazione Nazionale Vittime Errori Giudiziari (AIVM), nel periodo 1991-2022 sono stati 30.000 i casi di errori giudiziari in Italia. Una grave stortura della Giustizia Italiana che pesa anche sulle casse dello Stato che tra indennizzi e risarcimenti ha sborsato quasi un miliardo di euro (932.937.000 euro). Nell’anno appena trascorso sono stati 547 i casi di ingiuste detenzioni ed errori giudiziari (-25 rispetto al 2022) tuttavia é cresciuta e di molto la spesa per indennizzi e risarcimenti che supera i 37mln, segnando un +11 milioni e mezzo rispetto al 2021.

Se è vero che la spesa è iperbolica è vero che i criteri di elaborazione dei risarcimenti sono molto più discrezionali e variabili rispetto a quelli fissati invece dalla legge per “l’ingiusta detenzione” perché sussiste ancora una differenza tra le vittime di ingiusta detenzione, che sono “coloro che subiscono una custodia cautelare in carcere o agli arresti domiciliari, salvo poi venire assolte”, e chi subisce un vero e proprio errore giudiziario in senso stretto,” vale a dire quelle persone che, dopo essere state condannate con sentenza definitiva, vengono assolte in seguito a un processo di revisione”. Le cause degli errori giudiziari sono molteplici e possono essere ricondotte a fattori umani, tecnici o organizzativi.

Tra i fattori umani, i più comuni sono, secondo l’ANVUE:

·        La negligenza o la colpevolezza dei soggetti coinvolti nel processo penale, quali giudici, pubblici ministeri, avvocati e testimoni.

·        L’errata valutazione delle prove, che può essere dovuta a errori di interpretazione, di valutazione o di comunicazione.

·        La pressione sociale, che può indurre i soggetti coinvolti nel processo a prendere decisioni non imparziali.

Tra i fattori tecnici, i più comuni sono:

·        La carenza di risorse, che può ostacolare un’adeguata indagine e valutazione delle prove.

·        La complessità delle norme giuridiche, che può rendere difficile per i giudici prendere decisioni corrette.

Tra i fattori organizzativi, i più comuni sono:

·        La lentezza dei processi, che può portare a una perdita di memoria dei testimoni e a un deterioramento delle prove.

·        La mancanza di coordinamento tra le diverse figure coinvolte nel processo penale, che può portare a errori di comunicazione e di valutazione.

Le conseguenze degli errori giudiziari sono devastanti per le vittime, che subiscono un grave danno morale, psicologico e sociale. Vengono diagnosticate patologie per lo più invalidanti e relative cure farmacologiche destinate a durare anni: Stress,Ansia,Depressione,Fobie,Problemi di sonno,problemi di relazione per non parlare delle conseguenze sociali che possono essere altrettanto gravi, e possono includere: Perdita del lavoro,Difficoltà a trovare un nuovo lavoro,Esclusione sociale,Bullismo, depuramento del capitale economico familiare per sopportare le spese legali, ect.

I rimedi previsti dal diritto italiano sono spesso inadeguati a riparare il danno subito dalle vittime di errori giudiziari. In particolare, la revisione del processo è un rimedio molto difficile da ottenere, in quanto richiede la dimostrazione di un errore macroscopico o di una nuova prova in grado di dimostrare l’innocenza dell’imputato.

Il risarcimento del danno, invece, è spesso insufficiente a compensare il danno subito, in quanto non tiene conto dei danni morali e psicologici subiti dalla vittima.

La riparazione non ha carattere risarcitorio ma di indennizzo e perciò viene determinata dal Giudice in via equitativa e compete a:

chi è stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, se non ha concorso a darvi causa per dolo o colpa grave;

chi é stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, è stato prosciolto per qualsiasi causa quando con decisione irrevocabile risulti accertato che il provvedimento di custodia cautelare è stato emesso o mantenuto senza che sussistessero le condizioni di applicabilità previste dagli articoli 273 e 280 del codice di procedura penale;

chi è stato sottoposto a custodia cautelare e, successivamente, a suo favore sia stato pronunciato un provvedimento di archiviazione o una sentenza di non luogo a procedere;

chi è stato prosciolto con sentenza irrevocabile perché il fatto non sussiste, per non aver commesso il fatto, perché il fatto non costituisce reato o non è previsto dalla legge come reato, per la detenzione subita a causa di arresto in flagranza o di fermo di indiziato di delitto, entro gli stessi limiti stabiliti per custodia cautelare

chi è stato prosciolto per qualsiasi causa o al condannato che nel corso del processo sia stato sottoposto ad arresto in flagranza o a fermo di indiziato di delitto quando, con decisione irrevocabile, siano risultate insussistenti le condizioni per la convalida.

La prevenzione degli errori giudiziari è un obiettivo fondamentale, che può essere raggiunto attraverso:

·        Il miglioramento della formazione dei soggetti coinvolti nel processo penale

·        L’adozione di strumenti tecnologici avanzati per la raccolta e l’analisi delle prove

·        La riforma del sistema giudiziario, per renderlo più efficiente e imparziale.

Penso che sia necessario un impegno serio da parte delle istituzioni per ridurre il numero di errori giudiziari e per garantire un’adeguata riparazione del danno subito dalle vittime. In particolare, ritengo che siano necessarie le seguenti misure:

·        Un’approfondita riforma del sistema giudiziario, che renda il processo penale più efficiente e imparziale.

·        Un miglioramento della formazione dei soggetti coinvolti nel processo penale, per ridurre il rischio di errori di valutazione.

·        L’adozione di strumenti tecnologici avanzati per la raccolta e l’analisi delle prove, per rendere più affidabili le indagini.

·        Un’adeguata tutela delle vittime di errori giudiziari, attraverso un sistema di rimedi efficaci e compensativi.

Non va dimenticato ovviamente il principio secondo cui il magistrato agisce sul “libero convincimento” che è un po’ la chiave del pertugio per aprire o chiudere il cancello della galera. In una società come la nostra l’errore giudiziario è una mostruosità che non deve avere luogo è inconcepibile che un onesto cittadino passi per le forche caudine e ne esca malconcio dopo anni di assillo giudiziario; come non è possibile che i processi durino anni con un tale aggravio della spesa sociale ed economica unica nel suo genere.

I magistrati, le forze di polizia, le vittime (compresi coloro che avrebbero commesso il reato), gli avvocati collaboratori dei magistrati, devono , ripeto devono, essere ingranaggi di una stessa macchina collaudata e ben oliata in cui ogni difetto deve essere immediatamente corretto poiché si corre il rischio (concreto) che la macchina s’inceppa e viene stravolto tutto il meccanismo che la tiene in funzione.

E’ un errore giudiziario condannare un innocente – E’ un errore giudiziario assolvere una persona colpevole

 Franco Marella

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